Quando la fede in Dio è reale

bussate - CopyLa vita mette ogni persona davanti a bisogni e sfide che spesso superano la personale capacità di affrontarle o risolverle. La sensazione è di sertirsi schiacciati e sconfitti. Abbiamo bisogno di aiuto, e ognuno cerca la persona giusta al posto giusto, la via d’uscita migliore. Spesso si scopre che quella che sembrava essere la soluzione definitiva, in realtà era solo temporanea. Allora, abbiamo bisogno di aiuto vero, efficace.

La ragione principale per cui le persone, e perfino quelli che si dichiarano cristiani, non si rivolgoano a Dio è perché non credono nella parola e nelle promesse di Dio. Non afferrano il vero senso della preghiera. Essa non è la recita apatica di una formula che potrebbe funzionare, non è un “devo-farlo” per piacere a Dio, e così garantirmi il suo favore. Se pensiamo così è perché ci è stato raccontato un dio che non è colui che si rivela nella Bibbia. Abbiamo un idea sbagliata di Dio, o siamo talmente lontani da Dio che solo Lui può venirci incontro e trovarci dove ci siamo perduti.

Rivolgersi a Dio si radica nel credere che a Dio nulla è impossibile. Credere nelle sue promesse e nella sua parola. Gesù ha spiegato questa verità in modo efficace, quando disse: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Matteo 7:7). Dio vuole il tuo bene, ti vuole bene, anzi per usare la parola più esatta ti ama. Dio vuole darti quel lavoro di cui hai bisogno, aprire la porta della stabilità finaziaria, farti trovare la guarigione che stai cercando. Egli non dà pietre invece di pane, o serpenti invece di pesce. Gesù usò questo paragone per sottolineare questa verità: Dio vuole darci il meglio più di quanto noi saremmo capaci di fare per coloro che amiamo.

Rivolgersi a Dio non è presentargli la nostra lista della spesa, è molto più di questo. Rivolgere a Dio le nostre richieste si fonda sulla relazione Padre-figlio. Nel vangelo di Giovanni è scritto che in Gesù non abbiamo il diritto di essere figli di Dio. Il primo passo fondamentale è entrare in questa relazione padre-figlio, e ciò è possibile per grazia mediante la fede in Cristo Gesù che ci ha riconciliati con Dio. Ma non ci ferma qui. Il secondo passo è vivere la fede reale, che si fonda sulla certezza che quando ci rivolgiamo a Dio siamo ascoltati, quando bussiamo viene aperto, e ci ritroviamo in un dialogo aperto con Dio adorando, lodando, e ringraziando. Ci prendiamo il tempo per parlare con Lui e per ascoltare la sua voce, e quel tempo diventa un tempo di adorazione in cui lo Spirito di Dio applica le sue promesse e la sua parola alla nostra vita.

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