Saper Aspettare

Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce” (1Gv.5:14) . L’apostolo Giovanni nella sua prima lettera sottolinea il privilegio del discepolo di Cristo di poter accedere presso Dio con le proprie richieste e sapere di essere ascoltato ed esaudito. Tale fiducia ricordata da Giovanni si fonda sull’insegnamento di Gesù: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt.7:7).

aspettareLa nostra società così fondata sull’immediato, sull’ora e subito, e possibilmente presto, corrode la capacità di saper aspettare. Anche come cristiani siamo condizionati dai ritmi serrati della società contemporanea, e questo infuleza negativamente la capcità di seguire il principio biblico di sperare nel Signore, saper aspettare la risposta di Dio a cui ci rivolgiamo.

La Parola di Dio, dalla Genesi all’Apocalisse, esorta ed insegna a saper aspettare nel Signore. Noi vediamo solo quello che ci sta davanti, ma Dio vede anche quello che ci sta oltre. Se quello che chiediamo a Dio ha una giusta motivazione, non sempre il tempo per riceverlo è quello giusto. Ci sono pericoli fisici, emotivi, spirituali, di cui spesso non ce ne rendiamo conto. Violare il principio biblico di aspettare ha sempre un prezzo da pagare.

A volte diciamo di essere disposti ad aspettare la risposta del Signore, ma nella nostra attesa ci riveliamo impazienti, dubbiosi, lamentosi. Interroghiamo Dio riguardo la nostra richiesta, come se fossimo in un ufficio, ed esclamiamo: “Cosa aspetti? Quando ti sbrighi ad esaudirmi?” Ma Dio non si stanca (Isaia 40:28), anzi Lui dà forza allo stanco, e quelli che confidano in Lui corrono senza stancarsi (vv.29-30).

Saper aspettare la risposta di Dio alle nostre richieste implica avere pazienza (Salmo 40:1-3), spesso aspettarlo in silenzio piuttosto che lamentarsi (Salmo 62:1). Un attesa vissuta con una fede attiva che dimostra realtà non ancora viste (Ebrei 11: 1). Davide scrisse nel Salmo 27: “Spera nel Signore! Sii forte, il tuo cuore si rinfranchi; spera nel Signore” (v.14).

La Parola di Dio è una risorsa indispensabile per imparare ad aspettare pazientemente, poiché le continue pressioni della società moderna ci spingono verso la direzione opposta, al presto e subito. Il peccato non facilita la nostra attesa. Per questo è fondamentale coltivare quotidianamente il nostro personale rapporto con Dio nella preghiera e nella meditazione della sua parola.

Io aspetto il Signore, l’anima mia lo aspetta; io spero nella sua parola” (Salmo 130:5).

Superare i periodi di sofferenza

moloNessuno si augura la sofferenza, anzi quando capita che la nostra vita ne sia afflitta in qualche modo, speriamo che passi il più presto possibile. A volte si ha la percezione che la sofferenza non passi mai, che sia senza fine.

Qualcosa del genere accadde al popolo d’Israele, sconfitto e conquistato dall’esercito babilonese, e infine molti di quelli fatti prigionieri furono deportati a Babilonia. Immagina le loro emozioni, i loro sentimenti, le loro preghiere, le lacrime al solo ricordo delle loro case distrutte. Come loro, rivolgendomi a Dio mi sarei aspettato una risposta del tipo: “Eccomi, vi riporto subito nel vostro paese.” Invece, tramite il profeta Geremia, Dio disse. “Quando settant’anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò a effetto per voi la mia buona parola facendovi tornare in questo luogo.” (Geremia 29:10) Cosa? Si hai letto bene. Settant’anni! Dio rispose alle loro preghiere dicendo qualcosa del tipo: “mettetevi comodi, sistematevi al meglio che potete, e abbiate pazienza, perché nei miei piani ci sono settant’anni per questa situazione.” Una serie di ragioni che andavano oltre le loro richieste e che non tutti erano in gradi di collegare i punti di questa trama. Ma Dio aveva parlato e promesso dopo il settantesimo anno vi riporterò a casa vostra, la sofferenza finirà.

Ma Dio non li lasciò con una lunga prospettiva di sofferenza, subito aggiunge che nei suoi piani c’è pace (shalom) e speranza per loro. “Io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11) Spesso ricordiamo a noi stessi o ad altri questa promessa riguardo i piani benevoli di Dio verso il suo popolo, ma altrettanto frequentemente dimentichiamo di leggere il contesto in cui questa promessa viene fatta, un lungo periodo di sofferenza.

Qualunque sia il periodo di difficoltà e sofferenza in cui possiamo trovarci e che stiamo attraversando, Dio ci assicura la sua benevolenza. Le sue intenzioni non sono mai per farci del male, e sempre per il nostro benessere. Anche se resta difficile comprenderlo.

Inoltre, ci ricorda che dobbiamo continuare a cercarlo a rivolgerci a Lui per essere aiutati e soccorsi. “Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi“, dice il SIGNORE (Geremia 29: 12-14)

Quando cerchiamo Dio, vediamo Dio. Lo vediamo all’opera. Quando abbiamo fiducia in Lui, la nostra fede cresce e vediamo sempre meglio i suoi piani e la sua prospettiva. Se vogliamo vedere la sua opera nelle nostre situazioni, dobbiamo cercarlo, camminare nelle sue vie, e nutrirci della sua parola. Qui troviamo le sue promesse e i sui piani per il nostro bene e il nostro futuro.

Se ci troviamo in qualche situazione sofferente e difficile, se ci sembra che non ci sia via d’uscita o soluzione dal periodo in cui ci troviamo, è facile che cominciamo a pensare che i buoni piani di Dio non sono per noi, o perfino arriviamo a pensare che Dio, in cui abbiamo messo la nostra fiducia, ci abbia dimenticato. La verità è che Dio ci è più vicino di quello che pensiamo. Dio ci ricorda che se lo cerchiamo Lui si farà trovare e vedremo la sua opera in azione per il nostro bene. Lui ci ha donato la vita e la sostiene. Dal giorno in cui siamo nati, fino all’ultimo respiro Dio è il nostro soccorritore. Egli è più che capace di realizzare i suoi piani per il nostro bene. Cercalo, Egli si farà trovare.