I Salmi dell’Avvento

christmas (2)Le domeniche che precedono il Natale sono giornate piene di attività, preparativi, acquisti frenetici fino all’ultimo momento utile. Il natale celebra nel mondo cristiano l’evento cruciale per la storia e per l’intera umanità: la nascita di Gesù, il Cristo, il Messia, il Salvatore.

Anche nelle chiese iniziano tanti preparativi in vista di questo giorno, canti, cori, recite, e predicazioni. Di solito per la musica di lode si prepara un repertorio di canti natalizi; per i sermoni che verranno predicati ci si rivolge ai testi dell’avvento nel Nuovo testamento o a quelli profetici dell’Antico testamento, ma in poche occasioni in questo periodo dell’anno si scelgono brani tratti dal libro dei Salmi.

I 150 Salmi sono una raccolta di preghiere, di canti, e perfino di imprecazioni contro i nemici, una panorama variopinto dell’emotività dell’uomo che si rivolge al proprio creatore e Signore. Eppure, quando gli angeli apparvero ai pastori per annunciare la nascita di Gesù, il re dei re, innalzarono le loro voci per lodare Dio nei cieli altissimi.

Nelle prossime domeniche di dicembre 2019 prepareremo, tra le tante cose sulle nostre liste, anche la nostra predisposizione d’animo per lodare e ringraziare Dio, creatore del cielo e della terra, re dell’universo, per il dono prezioso e ineffabile di Gesù, nato da Maria per intervento divino a Betlemme e cresciuto a Nazareth. Il Salvatore promesso nelle profezie dell’Antico Testamento; l’Emmanuele, Dio con noi, come testimoniato dai suoi amici e perfino dalle false accuse dei suoi nemici.

Buon Natale.

Riflessioni sotto l’albero 4

Per strada spesso incontro cartomanti e veggenti, che sbarcano il lunario vendendo le loro profezie. C’è un mercato di aspettative per il futuro, perché ognuno vorrebbe avere in qualche modo il controllo su quello che accadrà o potrebbe accadere. Ma le profezie sono valide quando si dimostrano vere. Ma anche se fossero vere sarebbero riconoscibili quando soddisfano le nostre aspettative.

Il Natale, nel senso della nascita di Gesù, è uno degli eventi più profetizzati nell’Antico Testamento, e tutte queste profezie si sono dimostrate vere nel loro adempimento: Gesù è nato, e di lui si sono realizzate tutte le profezie. Tra queste, quella dichiarata da Mosè al popolo d’Israele. “Dio farà sorgere un profeta come me, ascoltatelo!” (Deuteronomio 18:15) La profezia si è avverata, e altri vi hanno fatto riferimento come un annuncio adempiuto, ad esempio Pietro (Atti 3:22-23) e Stefano (Atti 7:37). Ma Gesù non venne riconosciuto da tutti nei termini in cui la sua nascita fu profetizzata. Fu rigettato e rifiutato sin dai suoi primi vagiti, proprio da molti del suo popolo. Eppure è nato come discendente del re Davide, e venuto al mondo come il Salvatore. Ma coloro che non lo hanno riconosciuto è perché avevano aspettative diverse. Cosa aspettava? Un dinamico liberatore politico? Tutti coloro che non lo riconobbero, nonostante preannunciato, fu perché non furono capaci di vedere i legami spirituali della natura peccaminosa della natura umana, e più specificatamente i loro propri peccati, e il bisogno di essere liberati, da cui Gesù li avrebbe liberati se avessero creduto.

Qual’è la tua reale attesa del Natale. Cosa speri? Per cosa preghi? Quello che Gesù offre può essere molto di più di quello che aspetti.

Riflessioni sotto l’albero 3

ChristmasNightLe stelle sono da sempre parte dello scenario natalizio. C’è quella in cima all’albero, ma anche quelle delle vetrine, degli addobbi, sulla carta da regalo. Sulle cartoline di una volta, oggi in formato elettronico. Per ricapitolare, un’immagine che non può mancare. C’era anche al primo Natale, anzi fu proprio il segno del primo Natale, come ricorda Matteo nel Vangelo: “Dov’è il neonato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella.” (Matteo 2:2) Così chiesero i magi venuti dall’oriente per vedere il bimbo appena nato, seguendo l’indicazione della stella. Un momento, ho scritto vedere? Avrei dovuto correttamente scrivere “adorare”, perché questo fu lo scopo del loro viaggio. La stella era il segno della sua regalità e dignità di essere adorato, come fu profetizza nell’Antico testamento 1400 anni prima della sua nascita. “Un astro sorge da Giacobbe, uno scettro si eleva da Israele” (Numeri 24:17)

le stelle che diffusamente vediamo in ogni articolo dell’atmosfera natalizia, dovrebbero ricordarci il vero scopo del Natale, adorare colui che si è incarnato, pienamente uomo, nato come un bimbo, pienamente Dio, per la nostra salvezza, per la nostra vera libertà.

Riflessioni sotto l’albero 2

Cominciamo dalla Genesi, il primo libro della Bibbia. proprio da dove tutto comincia. Quando Dio parlò ad Abrahamo e gli assicurò la sua promessa disse: “Benedirò quelli che ti benediranno… e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra.” (Genesi 12:3). Con quella promessa Dio garantì ad Abrahamo di dargli una discendenza (Isacco), una terra (la terra promessa), e benedizione per tutte le persone attraverso la sua discendenza. Dio disse ad Abrahamo che attraverso uno nato dalla sua discendenza saranno benedette tutte le famiglie della terra. Una benedizione che riguarda anche noi. Matteo iniziò il suo Vangelo con la genealogia di Gesù il Messia, perché lo Spirito Santo gli ha ispirato questo collegamento fondamentale. Gesù figlio di Davide (il Re), figlio di Abrahamo (la promessa). Il senso della benedizione per tutte le famiglie nella promessa ad Abrahamo è una persona: Gesù! Egli è la benedizione per tutti. L’avvento di Gesù è il vero senso del Natale, perché in Gesù siamo benedetti. Come continuò Matteo nel suo Vangelo: “poiché Lui salverà il suo popolo dai loro peccati” (Matteo 1:21) e aggiungo affinché possiamo essere in pace con Dio e giusti davanti a Lui.