Veramente Liberi

Le emozioni sono come le onde del mare, cambiano secondo i venti. Molte persone svolgono le loro giornate secondo il loro stato emotivo. Quando le nostre emozioni sono il criterio con cui determiniamo le nostre scelte diventiamo come una barca in balia delle onde. Le nostre scelte cambiamo secondo i nostri sentimenti, la verità viene determinata dal nostro stato emotivo, tutto diventa opinabile, relativo. C’è bisogno di una roccia a cui ancorarsi.

freedomLa verità di Dio non cambia, è certa. Dio è un rifugio sicuro. Gesù invitò a costruire la propria vita su un fondamento stabile, piuttosto che su un facile ma insicuro suolo (Matteo, 7:24-29). Dio ci invita a fondare la nostra vita nella sua verità certa e sicura. Egli ci invita ad aggrapparci alla sua Parola per essere veramente al sicuro da inganni, bugie, illusioni, e truffe di ogni genere.

Nel Salmo 119:50 leggiamo “la tua parola mi fa vivere”, Gesù rispose in questo modo agli inganni di Satana: “l’uomo vivrà di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo, 4:4). La verità della Parola di Dio rende liberi da ogni dubbio, inganno, e falsità. Disse Gesù: “conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (Giovanni, 8:32). Veramente libera da ogni cosa che affligge la vita. Gesù è la Parola di Dio fatta carne è ha modellato questa realtà. Quanto più siamo in una personale e genuina relazione con Cristo Gesù, tanto più sperimenteremo la realtà di questa verità nella e per la nostra vita. Quando nutriamo la nostra mente, il nostro cuore della sua Parola scopriremo come essere veramente liberi.

Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Giovanni, 8:32)

Impatto: l’evento

Più di ogni parola, le immagini dell’evento del 18 novembre 2018 comunicano l’entusiasmo, la partecipazione, l’impatto che la Parola di Dio ha sulla vita di ogni persona.

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Riflessioni sotto l’albero 3

ChristmasNightLe stelle sono da sempre parte dello scenario natalizio. C’è quella in cima all’albero, ma anche quelle delle vetrine, degli addobbi, sulla carta da regalo. Sulle cartoline di una volta, oggi in formato elettronico. Per ricapitolare, un’immagine che non può mancare. C’era anche al primo Natale, anzi fu proprio il segno del primo Natale, come ricorda Matteo nel Vangelo: “Dov’è il neonato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella.” (Matteo 2:2) Così chiesero i magi venuti dall’oriente per vedere il bimbo appena nato, seguendo l’indicazione della stella. Un momento, ho scritto vedere? Avrei dovuto correttamente scrivere “adorare”, perché questo fu lo scopo del loro viaggio. La stella era il segno della sua regalità e dignità di essere adorato, come fu profetizza nell’Antico testamento 1400 anni prima della sua nascita. “Un astro sorge da Giacobbe, uno scettro si eleva da Israele” (Numeri 24:17)

le stelle che diffusamente vediamo in ogni articolo dell’atmosfera natalizia, dovrebbero ricordarci il vero scopo del Natale, adorare colui che si è incarnato, pienamente uomo, nato come un bimbo, pienamente Dio, per la nostra salvezza, per la nostra vera libertà.

Libero il Pastore Protestante che rischiava la morte in Iran

“Non ho niente di cui pentirmi. Sono convinto della mia fede nel Cristianesimo”

Questa l’unica dichiarazione che il Pastore Iraniano 35enne, della locale chiesa protestante, aveva rilasciato dopo il verdetto alla pena capitale emesso nel 2010 per la condanna di proselitismo e apostasia. Come un moderno Lutero, che nel 1521 di fronte all’Imperatore Carlo V, affermò: “Non posso rinnegare la mia fede, poiché la Parola di Dio me lo impone.” 

Yousef Naderkhani, giovane pastore protestante di 35 anni, era stato per la prima volta arrestato il 13 ottobre 2009 per la sua obiezione contro l’insegnamento del Corano nelle scuole. La sua protesta gli causò una condanna a tre anni, a cui seguì la condanna a morte per apostasia. Nel 2011 la Corte Suprema riesaminò il caso confermando la pena di morte, ma lasciando la possibilità di rivedere la condanna in caso di pentimento. Il Pastore Yousef Naderkhani si è rifiutato di rinnegare la propria fede cristiana. Una larga mobilitazione internazionale per i diritti umani si è organizzata in favore della libertà di Yousef Naderkhani. L’eco della notizia fra le chiese cristiane ha motivato incontri di preghiera a suo favore e lettere di solidarietà.

Nei primi mesi del 2012, il nuovo processo nei confronti del Pastore Naderkhani ha condotto la corte verso il verdetto di assoluzione, annunciato lo scorso sabato 8 Settembre.

fonte: lepersoneeladignita.corriere.it