Fede e Integrità

figura 2O SIGNORE, chi dimorerà nella tua tenda? Chi abiterà sul tuo santo monte? Colui che è puro e agisce con giustizia, e dice la verità come l’ha nel cuore; che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo vicino, né insulta il suo prossimo. (Salmo 15:1-3)

Questa domanda è posta dal re David nel Salmo 15. Quante persone pensano e affermano di conoscere Dio e avere accesso alla sua presenza. David nel Salmo 15 scrive la risposta del Signore, che può essere riassunta in una sola parola: INTEGRITA’. Una parola che implica vivere nella verità, e rifiutare le menzogne (C. Swindoll). L’apostolo Paolo fa eco a questo principio quando scrive nella Lettera agli Efesini: “Attento a come parli, non far uscire dalla tua bocca parole che feriscono, ma dì piuttosto quelle che aiutano, perché ogni parola è un dono (Efesini 4:29, parafrasato da The Message, E. Peterson).

Libero il Pastore Protestante che rischiava la morte in Iran

“Non ho niente di cui pentirmi. Sono convinto della mia fede nel Cristianesimo”

Questa l’unica dichiarazione che il Pastore Iraniano 35enne, della locale chiesa protestante, aveva rilasciato dopo il verdetto alla pena capitale emesso nel 2010 per la condanna di proselitismo e apostasia. Come un moderno Lutero, che nel 1521 di fronte all’Imperatore Carlo V, affermò: “Non posso rinnegare la mia fede, poiché la Parola di Dio me lo impone.” 

Yousef Naderkhani, giovane pastore protestante di 35 anni, era stato per la prima volta arrestato il 13 ottobre 2009 per la sua obiezione contro l’insegnamento del Corano nelle scuole. La sua protesta gli causò una condanna a tre anni, a cui seguì la condanna a morte per apostasia. Nel 2011 la Corte Suprema riesaminò il caso confermando la pena di morte, ma lasciando la possibilità di rivedere la condanna in caso di pentimento. Il Pastore Yousef Naderkhani si è rifiutato di rinnegare la propria fede cristiana. Una larga mobilitazione internazionale per i diritti umani si è organizzata in favore della libertà di Yousef Naderkhani. L’eco della notizia fra le chiese cristiane ha motivato incontri di preghiera a suo favore e lettere di solidarietà.

Nei primi mesi del 2012, il nuovo processo nei confronti del Pastore Naderkhani ha condotto la corte verso il verdetto di assoluzione, annunciato lo scorso sabato 8 Settembre.

fonte: lepersoneeladignita.corriere.it