Pregare Senza Stancarsi

Dio è sovrano e la sua volontà è sovrana, ma anche Dio è eterno e quello che noi frazioniamo in passato-presente-futuro è davanti ai suoi occhi. Quando consideriamo questi due attributi di Dio normalmente ci interroghiamo sul senso della preghiera. Se Dio già sa tutto, perché pregare? Se la sua volontà è il bene per me ed è sovrana sulla mie richieste, perché pregare?

Eppure Gesù due volte, in Luca 11 e 18 usa due parabole per insegnare a non stancarsi di pregare, and di insistere nel pregare. Come si spiega questo? Ci sono interventi in cui Dio opera in modo assolutamente incondizionato, senza che ci sia stata alcuna richiesta umana. Ma altre volte Dio opera in risposta alle richieste che gli sono state rivolte. Noi dobbiamo sempre pregare. Per questo la Bibbia ci esorta “pregate in ogni tempo” (Efesini 6:18), non smettete mai di pregare (1 Tessalonicesi 5:17).

La Lettera di Giacomo è piena di esortazioni alla preghiera: “Chiedete con fede”, “non ricevete perché non domandate, e se domandate domandate male”, “la preghiera del giusto ha grande efficacia”. Giacomo illustra la sua esortazione alla preghiera con l’esempio del profeta Elia, quando Dio decretò la siccità per tre anni durante il regno di Acab (1Re 17 e 18).

Dio nell’eternità ha già emesso i suoi decreti e le sue risposte. In Isaia leggiamo. “prima che mi invochino, risponderò” (Isaia 65:24). Perché pregare? Perché la preghiera è l’accesso ai decreti eterni di Dio per portarli nella storia. Giacomo aggiunge che Elia era una persona come noi, sottoposto alle stesse circostanze naturali, ma la sua preghiera aveva una grande efficacia. Aveva un potere speciale? No, poiché quanto egli pregò era già stato decretato da Dio. Per questo Gesù ci incoraggia: “Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto” (Luca 11:9). 

Resilienza Biblica

Sono ormai quasi due anni che la normalità a cui eravamo abituati è stata stravolta. Ci sono stati piccoli tentantivi di ripresa, ma prontamente delusi dall’arrivo di nuove varianti e le diffussioni del virus, con cui abbiamo ormai acquisito un minimo di familiarità. Viaviamo una nuova normalità, fatta di gel per le mani, distanziamento sociale, mascherine chirurgiche nei due tipi chirurgiche e FPP2, alle quali si aggiungono le variopinte creazioni che vediamo indossate. Ci siamo informati sui vaccini introdotti, ognuno formulando una sua propria opinione Pro o No VAX. Ma siamo qui, sia io che scrivo, e sia tu che leggi, con l’intenzione di affrontare bene il nuovo anno appena iniziato.

Ogni nuovo anno, come chiesa non ci limitiamo a nuovi personali propositi, cerchiamo piuttosto di compredere dalla Parola di Dio come affrontare i mesi che ci stanno davanti secondo la direzione da Lui indicataci. La parola che racchiude quanto abbiamo chiesto al Signore di indicarci per affrontare il nuovo anno è: PERSEVERANZA.

Per molti l’incoraggiamento ad andare avanti è stato accolto con la parola “resilienza”, oggi molto più di moda, sarà anche perché è riecheggiata come in un tam tam mediadico. Ma possiamo individuare una differenza tra resilienza e perseveranza? In effetti le due parole benché vogliano incoraggiare lo stesso atteggiamento di proseguimento nonostante le difficoltà (e in questi ultimi due anni ne stiamo vivendo molte), indicano due comportamenti e presupposti diversi. La resilienza è prima di tutto un termine della fisica che indica la capacità di un materiale di resistere all’urto senza rompersi. Nella psicologia il termine è stato adottato per indicare la capacità di rialzarsi e mettersi in cammino dopo essere caduti o dopo un fallimento. Ci sono bellissime storie di uomi e donne che hanno dato un tale esempio, tra questi ricordo il fondatore del fast food KFC, il quale fondo la sua azienda quando era ormai avanti negli anni, senza un soldo, senza speranza, e con l’unica risorsa la ricetta di famiglia per cucinare il pollo.

La perseveranza indica qualcosa di più che la resilienza, poiché pur dovendo affrontare difficoltà e ostacoli sul cammino è la virtù che motiva la persona a continuare a lottare per il raggiungimento degli obiettivi. La Bibbia esorta alla perseveranza nella pratica della fede, nelle preghiera, nella vocazione cristiana, nell’essere discepoli di Cristo. Poichè in tempi di difficoltà non è sempre facile rimanere in piedi, non è sempre facile fare le scelte giuste, vere, onorevoli, abbiamo bisogno di saper essere perseveranti per il bene, o per coniare un termine più attuale resilienti biblicamente.

Il miglior modo per imparare ad essere resilienti biblicamente e seguire l’esempio di Gesù. Egli fu oltraggiato, accusato, ingiustamente, malgiudicato dai fratelli, odiato dai capi religiosi, eppure portò fino alla fine il suo compito, “fu ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce” (Filipesi 2:8), come scrisse l’apostolo Paolo. Cosa, dunque, possiamo impare dall’esempio di Gesù per essere perseveranti? Ecco cinque lezioni che possiamo imparare da Gesù:

  • Dio mi ama

Gesù ebbe sempre la consapevolezza di essere amato dal Padre. Le difficoltà e gli ostacoli non diminuivano in alcun modo la sua fiducia nell’amore del Padre. Egli esortò i discepoli ad avere la stessa fiducia e a rimanere in questa fiducia nonostante le circostanze avverse. Gio. 15:9  Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore. 

  • Io sono figlio di Dio

Gesù aveva una chiara identità. Egli sapeva di essere il Figlio di Dio. I suoi stessi nemici se ne resero conto accusandolo di chiamare Dio suo Padre. In Cristo Gesù riceviamo la stessa identità quando affidiamo in fede la nostra vita a Dio come scrisse l’apostolo Giovanni nella sua prima lettera: 1Gv 3:1  Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo.

  • Io voglio piacere a Dio, e so quello che Dio vuole da me

Piacere a Dio e compiere la sua volontà erano la motivazione che ha guidato Gesù in tutta la sua vita sulla terra. Egli affermava: “cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.” (Gio.5:30) e in Gio. 8:29 leggiamo: “perché faccio sempre le cose che gli piacciono.” Il discepolo di Gesù, come il proprio Signore e Salvatore, vuole piacere a Dio. Nonostante le numerose tentazioni e occasioni di scegliere una via apparentemente più facile con il compromesso, paicere a Dio è l’obiettivo del vero cristiano. Come scrisse l’apostolo Paolo ai Galati: “se cercassi di piacere agli uomini non sarei servo di Cristo!” (Gal.1:10)

E ancora l’apostolo Paolo scrisse agli Efesini: “Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta.” (Efe.4:1)

  • Il mio tempo con Dio

La Bibbia insegna ed esorta ad essere perseveranti nella preghiera. Uomini e donne di Dio nel valutare la propria vita affermano che se avessero avuto più tempo avrebbero scelto di pregare di più. Gesù pregava e cercava di avere il suo personale tempo in preghiera con il Padre. Non potremmo noi fare altrettanto, ed evitare di farci rubare il tempo da distrazioni inutili, invece di trascorrerlo alla presenza del Padre e portare a Lui i nostri pesi? Luc. 5:16  Ma egli si ritirava nei luoghi deserti e pregava. 

  • Vivo la mia fede insieme con la chiesa

Non siamo soli e non viviamo la fede da soli. Gesù non volle portare la propria missione da solo e scelse dodici amici più intimi con cui condivise ogni cosa, a cui chiese di pregare, a cui affidò la missione di predicare il Vangelo della grazia. Sei sei giunto a leggere fino a questo punto, ti ringrazio, ma volgio anche invitarti a non rimanere da solo. Se già hai una chiesa continua a frequentarla, se non ne hai una di riferimento e vuoi saperne di più, contattaci, saremo contenti di risponderti e di conoscerti. Puoi scriverci a: info@chiesacittadiroma.it Ebr. 12:1-3  corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù … affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo

I Salmi dell’Avvento

christmas (2)Le domeniche che precedono il Natale sono giornate piene di attività, preparativi, acquisti frenetici fino all’ultimo momento utile. Il natale celebra nel mondo cristiano l’evento cruciale per la storia e per l’intera umanità: la nascita di Gesù, il Cristo, il Messia, il Salvatore.

Anche nelle chiese iniziano tanti preparativi in vista di questo giorno, canti, cori, recite, e predicazioni. Di solito per la musica di lode si prepara un repertorio di canti natalizi; per i sermoni che verranno predicati ci si rivolge ai testi dell’avvento nel Nuovo testamento o a quelli profetici dell’Antico testamento, ma in poche occasioni in questo periodo dell’anno si scelgono brani tratti dal libro dei Salmi.

I 150 Salmi sono una raccolta di preghiere, di canti, e perfino di imprecazioni contro i nemici, una panorama variopinto dell’emotività dell’uomo che si rivolge al proprio creatore e Signore. Eppure, quando gli angeli apparvero ai pastori per annunciare la nascita di Gesù, il re dei re, innalzarono le loro voci per lodare Dio nei cieli altissimi.

Nelle prossime domeniche di dicembre 2019 prepareremo, tra le tante cose sulle nostre liste, anche la nostra predisposizione d’animo per lodare e ringraziare Dio, creatore del cielo e della terra, re dell’universo, per il dono prezioso e ineffabile di Gesù, nato da Maria per intervento divino a Betlemme e cresciuto a Nazareth. Il Salvatore promesso nelle profezie dell’Antico Testamento; l’Emmanuele, Dio con noi, come testimoniato dai suoi amici e perfino dalle false accuse dei suoi nemici.

Buon Natale.

Veramente Liberi

Le emozioni sono come le onde del mare, cambiano secondo i venti. Molte persone svolgono le loro giornate secondo il loro stato emotivo. Quando le nostre emozioni sono il criterio con cui determiniamo le nostre scelte diventiamo come una barca in balia delle onde. Le nostre scelte cambiamo secondo i nostri sentimenti, la verità viene determinata dal nostro stato emotivo, tutto diventa opinabile, relativo. C’è bisogno di una roccia a cui ancorarsi.

freedomLa verità di Dio non cambia, è certa. Dio è un rifugio sicuro. Gesù invitò a costruire la propria vita su un fondamento stabile, piuttosto che su un facile ma insicuro suolo (Matteo, 7:24-29). Dio ci invita a fondare la nostra vita nella sua verità certa e sicura. Egli ci invita ad aggrapparci alla sua Parola per essere veramente al sicuro da inganni, bugie, illusioni, e truffe di ogni genere.

Nel Salmo 119:50 leggiamo “la tua parola mi fa vivere”, Gesù rispose in questo modo agli inganni di Satana: “l’uomo vivrà di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo, 4:4). La verità della Parola di Dio rende liberi da ogni dubbio, inganno, e falsità. Disse Gesù: “conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (Giovanni, 8:32). Veramente libera da ogni cosa che affligge la vita. Gesù è la Parola di Dio fatta carne è ha modellato questa realtà. Quanto più siamo in una personale e genuina relazione con Cristo Gesù, tanto più sperimenteremo la realtà di questa verità nella e per la nostra vita. Quando nutriamo la nostra mente, il nostro cuore della sua Parola scopriremo come essere veramente liberi.

Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Giovanni, 8:32)

Saper Aspettare

Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce” (1Gv.5:14) . L’apostolo Giovanni nella sua prima lettera sottolinea il privilegio del discepolo di Cristo di poter accedere presso Dio con le proprie richieste e sapere di essere ascoltato ed esaudito. Tale fiducia ricordata da Giovanni si fonda sull’insegnamento di Gesù: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt.7:7).

aspettareLa nostra società così fondata sull’immediato, sull’ora e subito, e possibilmente presto, corrode la capacità di saper aspettare. Anche come cristiani siamo condizionati dai ritmi serrati della società contemporanea, e questo infuleza negativamente la capcità di seguire il principio biblico di sperare nel Signore, saper aspettare la risposta di Dio a cui ci rivolgiamo.

La Parola di Dio, dalla Genesi all’Apocalisse, esorta ed insegna a saper aspettare nel Signore. Noi vediamo solo quello che ci sta davanti, ma Dio vede anche quello che ci sta oltre. Se quello che chiediamo a Dio ha una giusta motivazione, non sempre il tempo per riceverlo è quello giusto. Ci sono pericoli fisici, emotivi, spirituali, di cui spesso non ce ne rendiamo conto. Violare il principio biblico di aspettare ha sempre un prezzo da pagare.

A volte diciamo di essere disposti ad aspettare la risposta del Signore, ma nella nostra attesa ci riveliamo impazienti, dubbiosi, lamentosi. Interroghiamo Dio riguardo la nostra richiesta, come se fossimo in un ufficio, ed esclamiamo: “Cosa aspetti? Quando ti sbrighi ad esaudirmi?” Ma Dio non si stanca (Isaia 40:28), anzi Lui dà forza allo stanco, e quelli che confidano in Lui corrono senza stancarsi (vv.29-30).

Saper aspettare la risposta di Dio alle nostre richieste implica avere pazienza (Salmo 40:1-3), spesso aspettarlo in silenzio piuttosto che lamentarsi (Salmo 62:1). Un attesa vissuta con una fede attiva che dimostra realtà non ancora viste (Ebrei 11: 1). Davide scrisse nel Salmo 27: “Spera nel Signore! Sii forte, il tuo cuore si rinfranchi; spera nel Signore” (v.14).

La Parola di Dio è una risorsa indispensabile per imparare ad aspettare pazientemente, poiché le continue pressioni della società moderna ci spingono verso la direzione opposta, al presto e subito. Il peccato non facilita la nostra attesa. Per questo è fondamentale coltivare quotidianamente il nostro personale rapporto con Dio nella preghiera e nella meditazione della sua parola.

Io aspetto il Signore, l’anima mia lo aspetta; io spero nella sua parola” (Salmo 130:5).

Le domande che Gesù ti chiede (prima parte)

christ-walking-disciplesQuando pensiamo al nostro rapporto con Dio, spesso abbiamo in mente tante cose da chiedere. Da quelle esistenziali, a quelle più personali. Qual’è il senso della vita? Cosa c’è dopo la morte? Perché il male? E tante altre di questo tipo.

Dio chiese ad Adamo: “Dove sei?” E qualche tempo dopo chiese a suo figlio Caino: “Dov’è tuo fratello?” Forse non hai mai pensato che anche Gesù ha da farti delle domande, ed è motlo importante la tua risposta. Eccone alcune.

Chi dici che Io sono? La cultura occidentale si definisce radicata nel cristianesimo. Molte persone, quando interrogate si definiscono cristiane, ma si mostrano confuse quando gli viene chiesto di spiegare chi è Gesù per loro. Era così anche ai tempi di Gesù, alcuni dicevano che era un profeta, altri un bravo insegnante, altri ancora affermavano che era un guaritore. Gesù rivolse questa domanda anche ai suoi discepoli: “E voi chi dite che io sia?” (Matteo 16:15). Tu cosa rispondi a questa domanda? Chi è per te Gesù? Un aiuto a rispondere puo venire dalla risposta dei suoi discepoli: “Tu sei il Cristo il Figlio di Dio vivente (Matteo 16:16), e con le parole di Tommaso: “Dio mio, Signore mio” (Giovanni 20:28). Spero che questa sia anche la tua risposta.

Lo credi tu? Le persone hanno sempre tante cose da chiedere a Dio. Un miracolo, una guarigione, risolvere una situazione complicata. Ognuno ha la sua lista della spesa. Immagino Gesù che ascolta le nostre richieste, e tra sé si domanda: “Ma lo credi tu?” Un giorno Gesù seccò un fico in presenza dei suoi discepoli, ed essi domandarono come potesse essere possibile. Gesù replicò: “Se tu credessi, riceveresti quello che hai chiesto in preghiera.” (Matteo 21:21-22) Non dubitare, abbi fede in Dio, poiché egli può ogni cosa, niente è impossibile. Un padre chiese aiuto a Gesù per suo figlio dicendogli: “se tu poi fare qualcosa.” Gesù gli rispose: “Dici, se puoi? … ogni cosa è possibile per chi crede.” Allora il padre disse: “Io credo, vieni in aiuto alla mia incredulità.” (Marco 9: 22-24)

Vuoi guarire? Questa sembra una domanda strana. Ma un giorno Gesù si trovò a Gerusalemme e incontrò un mendicante paralitico da 38 anni. Gesù gli chiese: “Vuoi guarire?” (Giovanni 5:6) Abbiamo bisogno che questa domanda ci venga chiesta. Le persone  a volte sembrano definire la propria identità con la propria difficoltà da cui quasi non vogliono separarsi. L’implicazione di questa domanda è, vuoi veramente progredire, vuoi crescere spiritualmente? Possa la tua risposta essere: “Signore Gesù apri i miei occhi affiché possa vedere chi veramente sei. Guariscimi e liberami così che io possa seguirti e conoscerti di più.”

Non farti rubare le benedizioni!

Ma Davide si fortificò nel SIGNORE, nel suo Dio. (1 Samuele 30:6)

rubare - CopyDavide era in un momento difficile. Tornato nella sua cittadina a Tsiklag con i suoi seicento uomini al seguito, la trovò distutta e incendiata, e le famiglie rimaste, compreso la sua, erano state portate via con il resto del bottino. Cosa poteva accadere di peggio? Quando si dice piove sul bagnato.

I suoi uomini lo accusarono di essere responsabile di quanto accaduto e proposero di lapidarlo. A volte ci identifichiamo con questa situazione. Per qualche ragione veniamo travolti da una tragedia, e ancor peggio la situazione sembra aggravarsi sempre di più. Ci identifichiamo con Davide inoltre per la sua fede in Dio e per le promesse in cui ha creduto. Ugualmente, siamo convinti che la fede in Dio premi la nostra vita. In effetti, Dio vuole benedire la nostra vita. Gesù ha detto: “Io sono venuto affinché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza” (Giov.10:10).

Nella stessa promessa, Gesù ha ricordato che il ladro al contrario viene per rubare e distruggere, proprio come fu l’esperienza di Davide. Gli fu portato via tutto: le proprietà, la famiglia, gli amici, e poco mancava anche la sua vita. Il nemico di Dio, Satana, non vuole che quanti hanno fede in Gesù possano sperimentare la vita abbondante che LUI ha promesso. Preoccupazione, problemi ingigantiti, sono gli strumenti preferiti per soffocare la gioia che Gesù vuole donare.

Davide si fortificò nel Signore, nel conoscere la sua volontà e nel sapere che Dio gli restituiva tutto. Dio vuole restituirci quello che Satana prova a toglierci, ma nella tragedia la nostra forza è nel Signore e nel conoscerela sua volontà. Gesù replicò ai Farisei che lo accusavano di cacciare i demoni in virtù del potere dato da Satana, e disse loro che l’uomo forrte viene per rubare e mette le sentinelle a vigilare sul bottino, ma quando uno più forte viene lo lega e si riprende tutto (Luca 11:22). Gesù è l’uomo più forte e ha sconfitto il nemico di Dio, dando a quelli che hanno fede in LUI di riprendersi le benedizioni promesse.

Non lasciare che le benedizioni di Dio ti siano tolte. Confida in LUI, cerca in Dio e nella sua volontà la forza per riprenderti le benedizioni promesse. Non farti portare via la speranza, l’amore, la gioia, perché Gesù ha vinto e chi ha fede in Gesù vince con LUI.

Cambiare è possibile

cambiamento1A volte ci sembra che è come se fossimo stati etichettati. Ci è stato assegnato un ruolo e una posizione sin dalla nascita. Ciò che siamo è ciò che saremo. Siamo nati da genitori che non abbiamo scelto, cresciamo con una cultura che non ci siamo scelti e tutto ci sembra assegnato, determinato, stabilito.

L’apostolo Paolo scrisse ai cristiani in Roma: “siate trasformati dal rinnovamento della vostra mente (Romani, 12:2 – il corsivo è mio). Lo scrisse proprio lui che sperimentò un grande cambiamento nella sua vita; fariseo tra i farisei, persecutore dei cristiani, incontrò Gesù e divenne suo servitore, apostolo, missionario.

Cambiare e migliorarsi è possibile. Si può avere successo con i propri propositi di miglioramento e sperimentare la buona, gradita e perfetta volontà di Dio. Il fondamento per poter cambiare è nell’efficacia di applicare la rivelazione di Dio nella nostra vita. Nel libro di Giosuè troviamo il principio del cambiamento: “Questo libro della legge (la rivelazione di Dio) non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, e abbi cura di metterlo in pratica, allora riuscirai, allora prospererai” (Giosuè, 1:8 – il corsivo è mio).

La rivelazione di Dio è il nutrimento del nostro linguaggio, dei nostri pensieri, del nostro ragionamento. La base delle nostre decisioni, delle nostre scelte e produce ciò che dichiariamo, quello che professiamo. Le parole sono l’espresssione di ciò che crediamo, di quello che pensiamo.

Ma la rivelazione di Dio che possiamo leggere, meditare, studiare nella Bibbia è efficace solo quando noi ci ragioniamo, e personalmente parliamo con Dio per comprendere come essa si applica al nostro caso, nella particolare situazione che stiamo vivendo, alla nostra vita. Non lasciamo che essa cada nel vuoto, che venga ignorata, forse ascoltata in qualche modo, ma non recepita. Altrimenti la nostra esperienza sarà quella descritta da Gesù nella parabola del seminatore, che lui stesso spiega ai discepoli. Tre terreni su quattro non speriementano alcun effetto positivo del seme che stato dato. Solamente uno produce frutto, perchè lo ha ricevuto, le radici hanno attecchito, e ha prodotto frutto. Allora riuscirai, allora prospererai, allora avrai successo, quando la rivelazione di Dio viene non solo ascoltata, ma anche ragionata e messa in pratica. Per usare le parole del Salmo 1, beato colui il cui diletto è nella legge del Signore, egli sarà come un albero piantato che produce frutto.

Tutti i popoli lodino Dio

imagen-9Ti lodino i popoli, o Dio, tutti quanti i popoli ti lodino! Le nazioni gioiscano ed esultino, perché tu governi i popoli con giustizia, sei la guida delle nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, o Dio, tutti quanti i popoli ti lodino! (Salmo 67: 3-5)

Il Salmo 67 ci descrive un’immagine meravigliosa, in cui tutti i popoli lodano Dio, e riconoscono la sua sovranità e autorità. Sicuramente sarà così, per tutti i popoli della terra alla presenza di Dio nel suo regno. Ma oggi non è così! Basta guardarsi intorno, fermarsi a fare qualche considerazione, leggere qualche notizia, o anche semplicemente notare il clima della relazioni fra persone nello stesso condominio, o nei luoghi di lavoro, o perfino a passeggio fra le strade di qualsiasi località. Ci rendiamo conto che Dio non è lodato, che la sua volontà non è onorata.

Una parte della responsabilità ricade su i testimoni del suo amore e della sua grazia, su quanti si professano cristiani, ma vivono in modo contrario agli insegnamenti della sua Parola. Il primo verso del Salmo 67 esordisce con la richiesta a Dio di far risplendere il suo volto sul suo popolo, e aggiunge affinchè la tua via sia conosciuta su tutta la terra e la tua salvezza fra tutte le genti. Certamente, la missione cristiana e far conoscere Dio a tutte le genti, dal vicino di casa ai luoghi più remoti sulla terra. La necessità di annunciare il Vangelo di Dio sta proprio nell’evidenza che ancora oggi tante persono non conoscono Dio, e tante altre voltano le spalle a Dio.

Gesù disse ai suoi discepoli prima di ascendere al Padre: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli.” (Matteo, 28: 19). Questa è la responsabilità affidata a ogni cristiano, questo il mandato cristiano, questo il compito quotidiano, individalmente e corporativamente. Perchè Dio non è onorato e lodato nella nostra generazione? Una risposta è: perché i cristiani hanno ignorato e trascurato la loro responsabilità.

Quando i cristiani pregano, quando testimoniano dell’amore e della grazia di Dio, quando annunciano il Vangelo, quando proclamano la verità della sua rivelazione, e il bisogno di tornare a Dio, quando i cristiani ubbidiscono al mandato cristiano, Dio è accolto e lodato da tutte quelle persone che Lo cercano.

Non perderti il vero conforto

La vita ci mette di fronte a situazione difficili, a volte incerte. Questa è un’esperienza comune a tutti. Forse per importanti decisioni riguardo il lavoro, o una situazione finanziaria precaria. Domandarsi sul perché della sofferenza in occasione di questioni che riguardano al salute, o per inaspettate catastrofi naturali. Oppure tante altre domande e pensieri che generano confusione e smarrimento.
Quando l’incertezza assale la mente, il conforto del Salmo 23 tocca ogni aspetto della vita. Quando l’incertezza, le prove, le difficoltà ci mettono con le spalle al muro le parole di David, dalla sua esperienza di pastore consolano con l’immagine di Dio il Pastore amorevole che ha cura delle pecore.
Conforto e sicurezza dalla rivelazione di Dio per chi crede, ma soprattutto per quelli che non hanno certezza nella costante presenza di Dio.