Pregare Senza Stancarsi

Dio è sovrano e la sua volontà è sovrana, ma anche Dio è eterno e quello che noi frazioniamo in passato-presente-futuro è davanti ai suoi occhi. Quando consideriamo questi due attributi di Dio normalmente ci interroghiamo sul senso della preghiera. Se Dio già sa tutto, perché pregare? Se la sua volontà è il bene per me ed è sovrana sulla mie richieste, perché pregare?

Eppure Gesù due volte, in Luca 11 e 18 usa due parabole per insegnare a non stancarsi di pregare, and di insistere nel pregare. Come si spiega questo? Ci sono interventi in cui Dio opera in modo assolutamente incondizionato, senza che ci sia stata alcuna richiesta umana. Ma altre volte Dio opera in risposta alle richieste che gli sono state rivolte. Noi dobbiamo sempre pregare. Per questo la Bibbia ci esorta “pregate in ogni tempo” (Efesini 6:18), non smettete mai di pregare (1 Tessalonicesi 5:17).

La Lettera di Giacomo è piena di esortazioni alla preghiera: “Chiedete con fede”, “non ricevete perché non domandate, e se domandate domandate male”, “la preghiera del giusto ha grande efficacia”. Giacomo illustra la sua esortazione alla preghiera con l’esempio del profeta Elia, quando Dio decretò la siccità per tre anni durante il regno di Acab (1Re 17 e 18).

Dio nell’eternità ha già emesso i suoi decreti e le sue risposte. In Isaia leggiamo. “prima che mi invochino, risponderò” (Isaia 65:24). Perché pregare? Perché la preghiera è l’accesso ai decreti eterni di Dio per portarli nella storia. Giacomo aggiunge che Elia era una persona come noi, sottoposto alle stesse circostanze naturali, ma la sua preghiera aveva una grande efficacia. Aveva un potere speciale? No, poiché quanto egli pregò era già stato decretato da Dio. Per questo Gesù ci incoraggia: “Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto” (Luca 11:9). 

Perseveranza! Ma Come?

Un minatore, durante il periodo della febbre dell’oro, come tanti con il suo equipaggiamento scavava e setacciava con la speranza di trovare qualcosa di buono. Dopo tanto scavare e setacciare, alla fine decise di vendere il suo equipaggiamento ad un altro cercatore d’oro, quindi tornarsene a casa. L’affare venne concluso e il cercatore d’oro dopo aver acquistato l’equipaggiamento si mise a scavare, iniziando dallo stesso punto dove il minatore scoraggiato lasciò. Dopo una decina di metri, eureka, l’oro era proprio là arricchendo l’uomo che sostituì il minatore scoraggiato.

La Parola di Dio ci esorta ad essere persevanti, poiché la vita è disseminata di difficoltà di ogni genere. “Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo amano.” (Giacomo 1:12) Beato colui che sopporta o persevera. Ma come si può essere perseveranti? Gesù è stato ed è per tutti un modello di perseveranza.

Gesù aveva un chiaro proposito per la sua vita: fare la volontà di colui che lo ha mandato (Giovanni 5:30). Ma anche era determinato sulla direzione della sua vita, egli disse: “so da dove son venuto e dove vado” (Giovanni 8:14).

Tutti siamo guidati da qualcosa; dai problemi, dalla paura, oppure dagli altri. Se non abbiamo una chiaro proposito per la nostra vita, saranno gli altri ad imporlo. La domanda è, da cosa siamo guidati? Da un proposito o dalla pressione delle circostanze? Gesù era guidato dalla volontà di Dio, fino all’ubbidienza della croce, per la nostra salvezza.

Da chi fai dipendere la tua approvazione?

Gesù era determinato e concentrato sul mandato di fare la volontà del Padre. In Luca 9:51 leggiamo che Gesù andò a Gerusalemme risolutamente, senza distrazioni. E non permetteva ad altri di distrarlo dal perseverare nell’adempiere la sua missione.

Cosa ci impedisce di seguire l’esempio di Gesù? Qual’è il problema? Sempre nel Vangelo di Luca 9 leggiamo che due persone si proposero di seguirlo e dissero: “permettimi prima.” Ecco qual’è il nostro problema: “permettimi prima.” Non il lavoro o qualsiasi altro impegno, ma sono le priorità che abbiamo, le cose che riteniamo più importanti di Gesù stesso; ecco cosa ci impedisce di imitarlo e fare con perseveranza perfino opere maggiori, come disse Gesù (Giovanni 14:12)

La Parola di Dio non nasconde la realtà delle difficoltà della vita, e neache la realtà di non piacere al sistema filosofico del mondo, ma allo stesso tempo ci incoraggia, ci esorta a perseverare, a non guardare indietro, ma avanti per raggiungere e afferrare il premio per tutti quelli che amano Gesù.

Resilienza Biblica

Sono ormai quasi due anni che la normalità a cui eravamo abituati è stata stravolta. Ci sono stati piccoli tentantivi di ripresa, ma prontamente delusi dall’arrivo di nuove varianti e le diffussioni del virus, con cui abbiamo ormai acquisito un minimo di familiarità. Viaviamo una nuova normalità, fatta di gel per le mani, distanziamento sociale, mascherine chirurgiche nei due tipi chirurgiche e FPP2, alle quali si aggiungono le variopinte creazioni che vediamo indossate. Ci siamo informati sui vaccini introdotti, ognuno formulando una sua propria opinione Pro o No VAX. Ma siamo qui, sia io che scrivo, e sia tu che leggi, con l’intenzione di affrontare bene il nuovo anno appena iniziato.

Ogni nuovo anno, come chiesa non ci limitiamo a nuovi personali propositi, cerchiamo piuttosto di compredere dalla Parola di Dio come affrontare i mesi che ci stanno davanti secondo la direzione da Lui indicataci. La parola che racchiude quanto abbiamo chiesto al Signore di indicarci per affrontare il nuovo anno è: PERSEVERANZA.

Per molti l’incoraggiamento ad andare avanti è stato accolto con la parola “resilienza”, oggi molto più di moda, sarà anche perché è riecheggiata come in un tam tam mediadico. Ma possiamo individuare una differenza tra resilienza e perseveranza? In effetti le due parole benché vogliano incoraggiare lo stesso atteggiamento di proseguimento nonostante le difficoltà (e in questi ultimi due anni ne stiamo vivendo molte), indicano due comportamenti e presupposti diversi. La resilienza è prima di tutto un termine della fisica che indica la capacità di un materiale di resistere all’urto senza rompersi. Nella psicologia il termine è stato adottato per indicare la capacità di rialzarsi e mettersi in cammino dopo essere caduti o dopo un fallimento. Ci sono bellissime storie di uomi e donne che hanno dato un tale esempio, tra questi ricordo il fondatore del fast food KFC, il quale fondo la sua azienda quando era ormai avanti negli anni, senza un soldo, senza speranza, e con l’unica risorsa la ricetta di famiglia per cucinare il pollo.

La perseveranza indica qualcosa di più che la resilienza, poiché pur dovendo affrontare difficoltà e ostacoli sul cammino è la virtù che motiva la persona a continuare a lottare per il raggiungimento degli obiettivi. La Bibbia esorta alla perseveranza nella pratica della fede, nelle preghiera, nella vocazione cristiana, nell’essere discepoli di Cristo. Poichè in tempi di difficoltà non è sempre facile rimanere in piedi, non è sempre facile fare le scelte giuste, vere, onorevoli, abbiamo bisogno di saper essere perseveranti per il bene, o per coniare un termine più attuale resilienti biblicamente.

Il miglior modo per imparare ad essere resilienti biblicamente e seguire l’esempio di Gesù. Egli fu oltraggiato, accusato, ingiustamente, malgiudicato dai fratelli, odiato dai capi religiosi, eppure portò fino alla fine il suo compito, “fu ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce” (Filipesi 2:8), come scrisse l’apostolo Paolo. Cosa, dunque, possiamo impare dall’esempio di Gesù per essere perseveranti? Ecco cinque lezioni che possiamo imparare da Gesù:

  • Dio mi ama

Gesù ebbe sempre la consapevolezza di essere amato dal Padre. Le difficoltà e gli ostacoli non diminuivano in alcun modo la sua fiducia nell’amore del Padre. Egli esortò i discepoli ad avere la stessa fiducia e a rimanere in questa fiducia nonostante le circostanze avverse. Gio. 15:9  Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore. 

  • Io sono figlio di Dio

Gesù aveva una chiara identità. Egli sapeva di essere il Figlio di Dio. I suoi stessi nemici se ne resero conto accusandolo di chiamare Dio suo Padre. In Cristo Gesù riceviamo la stessa identità quando affidiamo in fede la nostra vita a Dio come scrisse l’apostolo Giovanni nella sua prima lettera: 1Gv 3:1  Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo.

  • Io voglio piacere a Dio, e so quello che Dio vuole da me

Piacere a Dio e compiere la sua volontà erano la motivazione che ha guidato Gesù in tutta la sua vita sulla terra. Egli affermava: “cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.” (Gio.5:30) e in Gio. 8:29 leggiamo: “perché faccio sempre le cose che gli piacciono.” Il discepolo di Gesù, come il proprio Signore e Salvatore, vuole piacere a Dio. Nonostante le numerose tentazioni e occasioni di scegliere una via apparentemente più facile con il compromesso, paicere a Dio è l’obiettivo del vero cristiano. Come scrisse l’apostolo Paolo ai Galati: “se cercassi di piacere agli uomini non sarei servo di Cristo!” (Gal.1:10)

E ancora l’apostolo Paolo scrisse agli Efesini: “Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta.” (Efe.4:1)

  • Il mio tempo con Dio

La Bibbia insegna ed esorta ad essere perseveranti nella preghiera. Uomini e donne di Dio nel valutare la propria vita affermano che se avessero avuto più tempo avrebbero scelto di pregare di più. Gesù pregava e cercava di avere il suo personale tempo in preghiera con il Padre. Non potremmo noi fare altrettanto, ed evitare di farci rubare il tempo da distrazioni inutili, invece di trascorrerlo alla presenza del Padre e portare a Lui i nostri pesi? Luc. 5:16  Ma egli si ritirava nei luoghi deserti e pregava. 

  • Vivo la mia fede insieme con la chiesa

Non siamo soli e non viviamo la fede da soli. Gesù non volle portare la propria missione da solo e scelse dodici amici più intimi con cui condivise ogni cosa, a cui chiese di pregare, a cui affidò la missione di predicare il Vangelo della grazia. Sei sei giunto a leggere fino a questo punto, ti ringrazio, ma volgio anche invitarti a non rimanere da solo. Se già hai una chiesa continua a frequentarla, se non ne hai una di riferimento e vuoi saperne di più, contattaci, saremo contenti di risponderti e di conoscerti. Puoi scriverci a: info@chiesacittadiroma.it Ebr. 12:1-3  corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù … affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo

I Salmi dell’Avvento

christmas (2)Le domeniche che precedono il Natale sono giornate piene di attività, preparativi, acquisti frenetici fino all’ultimo momento utile. Il natale celebra nel mondo cristiano l’evento cruciale per la storia e per l’intera umanità: la nascita di Gesù, il Cristo, il Messia, il Salvatore.

Anche nelle chiese iniziano tanti preparativi in vista di questo giorno, canti, cori, recite, e predicazioni. Di solito per la musica di lode si prepara un repertorio di canti natalizi; per i sermoni che verranno predicati ci si rivolge ai testi dell’avvento nel Nuovo testamento o a quelli profetici dell’Antico testamento, ma in poche occasioni in questo periodo dell’anno si scelgono brani tratti dal libro dei Salmi.

I 150 Salmi sono una raccolta di preghiere, di canti, e perfino di imprecazioni contro i nemici, una panorama variopinto dell’emotività dell’uomo che si rivolge al proprio creatore e Signore. Eppure, quando gli angeli apparvero ai pastori per annunciare la nascita di Gesù, il re dei re, innalzarono le loro voci per lodare Dio nei cieli altissimi.

Nelle prossime domeniche di dicembre 2019 prepareremo, tra le tante cose sulle nostre liste, anche la nostra predisposizione d’animo per lodare e ringraziare Dio, creatore del cielo e della terra, re dell’universo, per il dono prezioso e ineffabile di Gesù, nato da Maria per intervento divino a Betlemme e cresciuto a Nazareth. Il Salvatore promesso nelle profezie dell’Antico Testamento; l’Emmanuele, Dio con noi, come testimoniato dai suoi amici e perfino dalle false accuse dei suoi nemici.

Buon Natale.

Veramente Liberi

Le emozioni sono come le onde del mare, cambiano secondo i venti. Molte persone svolgono le loro giornate secondo il loro stato emotivo. Quando le nostre emozioni sono il criterio con cui determiniamo le nostre scelte diventiamo come una barca in balia delle onde. Le nostre scelte cambiamo secondo i nostri sentimenti, la verità viene determinata dal nostro stato emotivo, tutto diventa opinabile, relativo. C’è bisogno di una roccia a cui ancorarsi.

freedomLa verità di Dio non cambia, è certa. Dio è un rifugio sicuro. Gesù invitò a costruire la propria vita su un fondamento stabile, piuttosto che su un facile ma insicuro suolo (Matteo, 7:24-29). Dio ci invita a fondare la nostra vita nella sua verità certa e sicura. Egli ci invita ad aggrapparci alla sua Parola per essere veramente al sicuro da inganni, bugie, illusioni, e truffe di ogni genere.

Nel Salmo 119:50 leggiamo “la tua parola mi fa vivere”, Gesù rispose in questo modo agli inganni di Satana: “l’uomo vivrà di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo, 4:4). La verità della Parola di Dio rende liberi da ogni dubbio, inganno, e falsità. Disse Gesù: “conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (Giovanni, 8:32). Veramente libera da ogni cosa che affligge la vita. Gesù è la Parola di Dio fatta carne è ha modellato questa realtà. Quanto più siamo in una personale e genuina relazione con Cristo Gesù, tanto più sperimenteremo la realtà di questa verità nella e per la nostra vita. Quando nutriamo la nostra mente, il nostro cuore della sua Parola scopriremo come essere veramente liberi.

Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Giovanni, 8:32)

Saper Aspettare

Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce” (1Gv.5:14) . L’apostolo Giovanni nella sua prima lettera sottolinea il privilegio del discepolo di Cristo di poter accedere presso Dio con le proprie richieste e sapere di essere ascoltato ed esaudito. Tale fiducia ricordata da Giovanni si fonda sull’insegnamento di Gesù: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt.7:7).

aspettareLa nostra società così fondata sull’immediato, sull’ora e subito, e possibilmente presto, corrode la capacità di saper aspettare. Anche come cristiani siamo condizionati dai ritmi serrati della società contemporanea, e questo infuleza negativamente la capcità di seguire il principio biblico di sperare nel Signore, saper aspettare la risposta di Dio a cui ci rivolgiamo.

La Parola di Dio, dalla Genesi all’Apocalisse, esorta ed insegna a saper aspettare nel Signore. Noi vediamo solo quello che ci sta davanti, ma Dio vede anche quello che ci sta oltre. Se quello che chiediamo a Dio ha una giusta motivazione, non sempre il tempo per riceverlo è quello giusto. Ci sono pericoli fisici, emotivi, spirituali, di cui spesso non ce ne rendiamo conto. Violare il principio biblico di aspettare ha sempre un prezzo da pagare.

A volte diciamo di essere disposti ad aspettare la risposta del Signore, ma nella nostra attesa ci riveliamo impazienti, dubbiosi, lamentosi. Interroghiamo Dio riguardo la nostra richiesta, come se fossimo in un ufficio, ed esclamiamo: “Cosa aspetti? Quando ti sbrighi ad esaudirmi?” Ma Dio non si stanca (Isaia 40:28), anzi Lui dà forza allo stanco, e quelli che confidano in Lui corrono senza stancarsi (vv.29-30).

Saper aspettare la risposta di Dio alle nostre richieste implica avere pazienza (Salmo 40:1-3), spesso aspettarlo in silenzio piuttosto che lamentarsi (Salmo 62:1). Un attesa vissuta con una fede attiva che dimostra realtà non ancora viste (Ebrei 11: 1). Davide scrisse nel Salmo 27: “Spera nel Signore! Sii forte, il tuo cuore si rinfranchi; spera nel Signore” (v.14).

La Parola di Dio è una risorsa indispensabile per imparare ad aspettare pazientemente, poiché le continue pressioni della società moderna ci spingono verso la direzione opposta, al presto e subito. Il peccato non facilita la nostra attesa. Per questo è fondamentale coltivare quotidianamente il nostro personale rapporto con Dio nella preghiera e nella meditazione della sua parola.

Io aspetto il Signore, l’anima mia lo aspetta; io spero nella sua parola” (Salmo 130:5).

Non spegnere la luce!

oil lampPer avere un impatto oggi nella nostra società, in mezzo alla nostra generazione, tra la gente che incontriamo, dobbiamo riflettere la luce di Cristo nelle nostre vite. Gesù è la luce del mondo; ma Lui disse anche: “voi siete la luce del mondo” (Matteo 5:14-16). Lo scopo immediato della luce è quello di illuminare e permettere di vedere. L’assenza della luce è il buio. Per brillare della luce di Cristo dobbiamo ricordare cinque fattori importanti.

  1. La luce è efficace se non è nascosta. Gesù chiaramente disse che non si accende una lampada per nasconderla (Matteo5:15). Ci nascondiamo quando pur di essere accettati dagli altri evitiamo di testimoniare la nostra fede in Cristo Gesù.
  2. La luce brilla se la lampada è pulita. Il nostro carattere, le nostre parole, le nostre azioni, il nostro stile di vita rivelano chi siamo e cosa ha valore per noi. Poiché le persone sono brave a riconoscere l’ipocrisia, dobbiamo mantenere pulite le nostre vite (Luca 11:34).
  3. La luce rivela ciò che si nasconde nel buio. Questa è l’opera di convincimento dello Spirito Santo attraverso le nostre vite. I discepoli di Cristo sono la sua lettera aperta. Il convincimento dello Spirito Santo è il primo passo per la salvezza.
  4. La luce mostra il pericolo. Il Salmista scrisse: “la tua parola è una lampada al mio piede una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105).  La parola di Dio letta e meditata regolarmente mostra quello che nella vita deve essere messo in ordine, ciò che deve essere corretto per avere una vita benedetta e felice in qualsiasi circostanza.
  5. La luce è una guida alla salvezza. Testimoniare quello che Cristo Gesù ha compiuto e continua a fare per il bene delle persone è l’aiuto più concreto che possiamo dare, è la dimostrazione di amore. La morte di Cristo sullo croce ha pagato affiché fossimo in pace con Dio e camminassimo ogni giorno con Lui, non solo perdonati per l’eternità, ma sostenuti, soccorsi, curati, guidati quotidianamente dalla sua presenza.

Un vero impatto proviene da riflesso della luce di Cristo nelle nostre vite, tra le persone intorno a noi.

 

le domande che Gesù ti chiede (seconda parte)

Rimprendiamo l’articolo sulle domande che Gesù chiede per riflettere su quegli aspetti importanti della nostra vita messi in evidenza dalla Parola di Dio.

Gesù e i discepoliPerchè hai paura? Nessuno sfugge a quei momenti in cui l’ansietà, le preoccupazioni, il pericolo, l’incertezza sopraffanno ogni altra emozione. Il timpre di non farcela. Questo capitò anche ai discepoli che trascorrevano molto tempo in compagnia di Gesù. Erano tutti insieme nella barca attraversando il lago di Galilea, e improvvisamente un vento impetuoso mise in pericolo le loro vite. Svegliarono Gesù che non sembrava accorgersene. Egli allora chiese: “Perché avete paura?” (Matteo 8:26). Se Gesù è con noi, nella barca della vita, non dovremmo temere! Gesù è con noi ogni giorno, in ogni circostanza che affrontiamo. Questa è la sua promessa per tutti quelli che hanno affidato la propria vita a LUI (Ebrei 13:5).

Perché dubiti? Gesù invitò Pietro a uscire dalla barca, mentre le acque erano agitate dal vento, e a camminare sull’acqua per andare verso di Lui (Matteo 14:28-29). Dobbiamo notare che Pietro coraggiosamente fece il primo passo e inizò a camminare sull’acqua, ma poi spaventato dal vento cominciò ad affondare. Gesù lo afferrò, e gli chiese. “Perchè hai dubitato?” (Matteo 14:31). A volte Dio ci chiede di compiere cose che ci sembrano impossibili, vorremmo farlo, ma siamo assaliti dai dubbi. Gesù ha compiuto cose così straordinarie, miracoli che hanno dimostrato la sua autorità e onnipotenza. Lui può certo farci cammirare sulle acque più turbolente, farci attraversare le tempeste più impetuose.

Ancora non capite? Quante situazioni coincidono al tempo giusto. Ma sono proprio coincidenze? Le nostre preghiere sono salite a Dio; Egli ha visto, ha udito, e conosce il nostro vero bisogno (Esodo 3:7). Il Signore fa perfettamente coincidere ogni situazione per il bene dei suoi discepoli, per soccorrerli in tempo di necessità, per rispondere alle loro richieste. Egli moltiplicò pochi pani per 5000 persone, e poi ancora per 4000 in un’altra occasione (Marco 8:19-20). Ma i discepoli sebrava che avessero dimenticato, tanto che quando Gesù parlava in senso figurativo del lievito dei Farisei, essi equivocarono pensando alla mancanza di pane. Dimostriamo di non capire quando il limite fisico ci impedisce di cogliere la realtà spirituale. Quando pensiamo ad una fortuita coincidenza, e non ci accorgiamo che Dio ha fatto muovere tutte le cose per il bene di quelli che lo amano e hanno fede in Lui (Romani 8:28)

Le domande che Gesù ti chiede (prima parte)

christ-walking-disciplesQuando pensiamo al nostro rapporto con Dio, spesso abbiamo in mente tante cose da chiedere. Da quelle esistenziali, a quelle più personali. Qual’è il senso della vita? Cosa c’è dopo la morte? Perché il male? E tante altre di questo tipo.

Dio chiese ad Adamo: “Dove sei?” E qualche tempo dopo chiese a suo figlio Caino: “Dov’è tuo fratello?” Forse non hai mai pensato che anche Gesù ha da farti delle domande, ed è motlo importante la tua risposta. Eccone alcune.

Chi dici che Io sono? La cultura occidentale si definisce radicata nel cristianesimo. Molte persone, quando interrogate si definiscono cristiane, ma si mostrano confuse quando gli viene chiesto di spiegare chi è Gesù per loro. Era così anche ai tempi di Gesù, alcuni dicevano che era un profeta, altri un bravo insegnante, altri ancora affermavano che era un guaritore. Gesù rivolse questa domanda anche ai suoi discepoli: “E voi chi dite che io sia?” (Matteo 16:15). Tu cosa rispondi a questa domanda? Chi è per te Gesù? Un aiuto a rispondere puo venire dalla risposta dei suoi discepoli: “Tu sei il Cristo il Figlio di Dio vivente (Matteo 16:16), e con le parole di Tommaso: “Dio mio, Signore mio” (Giovanni 20:28). Spero che questa sia anche la tua risposta.

Lo credi tu? Le persone hanno sempre tante cose da chiedere a Dio. Un miracolo, una guarigione, risolvere una situazione complicata. Ognuno ha la sua lista della spesa. Immagino Gesù che ascolta le nostre richieste, e tra sé si domanda: “Ma lo credi tu?” Un giorno Gesù seccò un fico in presenza dei suoi discepoli, ed essi domandarono come potesse essere possibile. Gesù replicò: “Se tu credessi, riceveresti quello che hai chiesto in preghiera.” (Matteo 21:21-22) Non dubitare, abbi fede in Dio, poiché egli può ogni cosa, niente è impossibile. Un padre chiese aiuto a Gesù per suo figlio dicendogli: “se tu poi fare qualcosa.” Gesù gli rispose: “Dici, se puoi? … ogni cosa è possibile per chi crede.” Allora il padre disse: “Io credo, vieni in aiuto alla mia incredulità.” (Marco 9: 22-24)

Vuoi guarire? Questa sembra una domanda strana. Ma un giorno Gesù si trovò a Gerusalemme e incontrò un mendicante paralitico da 38 anni. Gesù gli chiese: “Vuoi guarire?” (Giovanni 5:6) Abbiamo bisogno che questa domanda ci venga chiesta. Le persone  a volte sembrano definire la propria identità con la propria difficoltà da cui quasi non vogliono separarsi. L’implicazione di questa domanda è, vuoi veramente progredire, vuoi crescere spiritualmente? Possa la tua risposta essere: “Signore Gesù apri i miei occhi affiché possa vedere chi veramente sei. Guariscimi e liberami così che io possa seguirti e conoscerti di più.”

Una Vibrante Fede d’Impatto

share - copyLa forte convinzione dei primi discepoli di Gesù, la loro profonda dedizione a conoscere e servire il Signore, la passione di condividere con altri la meravigliosa buona notizia di avere pace con Dio, e di essere benedetti da questa personale e genuina relazione, li ha condotti ad affrottare sfide più grandi della loro immaginazione e a conquistare vittorie che mai avrebbero pensato. La loro fede era più forte di ogni opposizione, più di ogni catena, più di qualsiasi difficoltà. Quando leggiamo delle loro vite dedicate a diffondere il Vangelo di Gesù Cristo in obbedienza al suo comandamento “Andate e fate miei discepoli tutti i popoli” (Matteo 20:19), ci domandiamo cosa alimentava la loro fede, cosa nutriva il loro amore per il Signore Gesù?

L’incontro e la conoscenza di Gesù aveva avuto un impatto stravolgente nella loro vita. Gesù era il centro della loro vita. Questo è vero per ogni persona che ha un incontro personale con Gesù Cristo, impossibile rimanere indifferenti. Il filosofo e teologo inglese C. S. Lewis affermava: “Se Gesù è vero e quello che Lui ha detto è vero è di vitale importanza.” Ogni persona ha la possibilità di conoscere chi è Gesù e sapere cosa implica per la propria vita. Un vero cristiano è per defizione una persona che ha conosciuto Gesù e ha fede in Lui, non può essere diversamente. Ogni vero cristiano ha una storia del prioprio personale incontro con Gesù e come la sua vita sia cambiata da quell’incontro. La storia della salvezza in Cristo Gesù per grazia mediante la fede e di come questo ha un impatto sulla propria vita.

Più si comprende quello che Gesù ha compiuto per noi, più è grande la nostra passione di condividere il Vangelo con altri. La buona notizia (cioè Vangelo, dal greco euangelion, eu – buono – angelion – messaggio) che tutti i nostri peccati (passati, presenti, futuri) sono stati pagati con la crocifissione, in Gesù abbiamo il perdono completo e pace con Dio. Una nuova, vera, genuina relazione con Dio e in accordo alla Sua Parola abbiamo ricevuto lo Spirito Santo che guida ogni nostro passo e ci aiuta ogni giorno.

Conoscere e scoprire sempre di più l’amore di Dio e tutto ciò che Lui è attraverso la regolare lettura della Sua rivelazione nella Bibbia renderà la fede vibrante e ci darà passione per parlare del Suo amore, della Sua grazia, della Sua misericorda, delle Sue benedizioni.