La versione di Dio sulla “distanza sociale”

distsociale

Durante le scorse settimane, molti di voi hanno sentito messaggi dal pulpito su “Non Temere”, “Abbi fede in Dio”, e altri simili. Sebbene questo tipo di istruzione sia certamente appropriata, voglio offrire qualcos’altro da considerare. Semplicemente, tutti dobbiamo mantenere a mente che i campi sono pronti per il raccolto in tempi di sfida come questi, i quali sono una grande opportunità per praticare la nostra fede in un modo che ci separa dalla folla.

Non avevano ragione i tuoi genitori quando dicevano, “se qualcuno saltasse giù dalla montagna, lo faresti anche tu?” o per dirla in un linguaggio moderno, “Se qualcuno comprasse cento rotoli di carta igienica, lo faresti anche tu?” Apparentemente siamo facilmente influenzati dagli altri, inclusi quelli di noi che si definiscono cristiani. Gli psicologi e gli esperti della pubblicità la chiamano mentalità del branco. In tempi come questi più che mai abbiamo bisogno di cercare la Parola di Dio per tenerci lontano dall’essere travolti dalla mentalità del branco.

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. Romani 12:1-2

 

Paolo rende chiaro che non dobbiamo più conformarci a questo mondo. Intendendo che non siamo più parte del branco mondano, dobbiamo disciplinarci cambiando il nostro modo di pensare. Perché è così difficile oggi?

Sfortunatamente prendiamo molte delle nostre decisioni basate sulla nostra valutazione indipendente e miglior giudizio.

La parola operante è indipendenza. Indipendenza significa che mostriamo confidenza in noi stessi e non in LUI e la SUA volontà. Sfortunatamente anche quando proviamo a mostrare questa auto-dipendenza scopriamo di essere delle copie di quelli intorno a noi. Piuttosto che domandarci, o trascorrere del tempo cercando la volontà di Dio. Ci conformiamo al modo del mondo e non al modo biblico. Mimiamo gli altri in vari modi incluso il linguaggio del corpo, le emozioni, le decisioni e molto di più. Tuttavia, la Bibbia ci dice di imitare il Signore.

Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo. 1Tessalonicesi 1:6

Senza un forte insieme di principi, di valori fondati nella Parola di Dio, in tempi come questi imiteremo il branco invece che Gesù. Gli esperti in pubblicità conoscono questa risposta di default sociale molto bene, e anche il diavolo. Paolo ci ricorda che non siamo più parte della folla terrestre ma della famiglia del cielo.

Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore. Filippesi 3:20

Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Efesini. 2:19

 

_________

 

Quindi quali sono alcuni passi pratici che possiamo fare per essere trasformati?

 

  1. Guardarci dall’indipendenza

Quando non ci fermiamo e prendiamo del tempo per pregare, cercare la Parola di Dio, cercare consiglio e considerare le nostre opzioni, passeremo attraverso i trambusti come se fossimo con il pilota automatico. Invece di condurre la nostra ricerca, ci guarderemo intorno a quello che gli altri stanno facendo e semplicemente copieremmo quello che vediamo. Se starai attento alla tendenza naturale di andare con il “default sociale”, potrai iniziare a trasformare il tuo modo di pensare e prendere consapevoli decisioni divine.

 

  1. Fare uno sforzo per i tuoi principi e valori basati sulla SUA Parola

Sviluppa le tue convinzioni e principi sulla Bibbia. Quando sappiamo di chi e di che cosa abbiamo bisogno per convalidare le nostre scelte, saremo molto meno inclini a imitare ciecamente le altre persone. Piuttosto che adottare la mentalità del branco del mondo, trasforma te stesso così che puoi prendere decisioni ben informate biblicamente. Romani 12:1-2

 

  1. Prendere del tempo per decidere

Siamo più inclini a copiare le altre persone quando sentiamo la pressione di affrettarci. Ciò che Gesù non ha mai sperimentato. Guarda al passo numero 1 di nuovo. Solo perché ogni altro sembra prendere una rapida decisione non significa che conoscono bene e devono essere seguiti. “ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.” Isaia 40:31

 

  1. Attenti (ed essere attenti) alle preoccupazioni e ansietà

Preoccupazioni e ansietà stanno dirigendo molte vite oggi. Siamo al più grande rischio di essere una copia quando simili sentimenti ci opprimono. Riconosci il rischio, e quando è possibile, rimanda il prendere decisioni fino a che potrai concentrarti sull’attività da svolgere da una prospettiva biblica. Matteo 6:25-34, Filippesi 4:6

 

  1. Avere la volontà di essere differenti

Siamo più inclini a copiare altre persone quando proviamo a conformarci al mondo. In un tentativo di inserirsi nella folla, andiamo avanti con il consenso. Invece, specialmente in questi tempi, dovremmo lottare per spiccare come la luce del mondo in un atto di speranza per i disperati. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Matteo 5:16

 

 

Terry Colwell

L2L.org

I Cristiani e il Coronavirus

21La situazione del quasi azzeramento delle nostre libertà, l’imposta restrizione di restare a casa in nome della responsabilità civile e della salute pubblica, per fermare la diffusione del contagio COVID-19  è senza precedenti.

Stiamo tutti a casa, niente più stadio, gite all’aperto, passeggiate nel parco, weekend fuori porta, perfino niente più celebrazioni. Ma se i locali delle chiese anche se vengono chiusi al pubblico, non possono essere chiuse le chiese, perché la chiesa non è un locale, un edificio. La chiesa è il popolo di Dio, costituito dai figli di Dio, resi figli perché hanno ricevuto Gesù come Salvatore e Signore personale (Gio 1:12)

Oltre all’utilizzo della tecnologia odierna che tramite internet permette di rimanere collegati, i figli di Dio continuano a coltivare e approfondire la propria genuina relazione con il Signore anche rinchiusi nelle proprie mura domestiche. I figli di Dio non cadono in disperazione, non vengono travolti dalla preoccupazione, ne tanto meno dalla noia delle restrizioni domiciliari. Ecco cosa fanno i cristiani in questo tempo di isolamento sociale.

PRIMO. I discepoli di Gesù sanno che la preghiera apre gli occhi sulla realtà delle situazioni, anche quelle difficili, anche quelle critiche, come quella che stiamo vivendo a causa del Coronavirus. C’è una storia nell’Antico Testamento ai tempi del re Giosafat, preso dalla paura per una situazione difficile e pericolosa. Il re rivolse la sua preghiera a Dio: “non sappiamo cosa fare, ma gli occhi nostri sono su di te.” (2Cro. 20:12)

Il salmista scrisse: “Alzo gli occhi ai monti da dove mi verrà l’aiuto. Il mio aiuto viene dal Signore che ha fatto i cieli e la terra.” (Salmo 121). In questo tempo, rinchiusi nelle loro case, i cristiani pregano per invocare l’intervento di Dio, per chiedere conforto e consolazione per quelli che sono nella sofferenza, afflitti dal contagio, per chiedere la protezione su quelli che sono in prima linea a combattere fisicamente il virus.

SECONDO. Manca quel caffé preso per abitudine al bar con gli amici o con i colleghi, manca l’aperitivo consumato insieme, una pizza fra amici, la folla per le strade dello shopping, la gite al mare o in montagna. Tutto questo ora manca, ma quante cose possono essere riscoperte? Invece di alimentare pensieri di preoccupazione e paura, i cristiani vivono questo momento particolare con fiducia in Dio, e la fede caccia via ogni paura (Isa. 12:2). In questa atmosfera di serenità è possibile ringraziare ogni giorno al risveglio e sapere di vivere la giornata in pace con Dio, alla sua presenza, sotto il suo sguardo. Si considerano le benedizioni ricevute da Dio nel non essere soli, per le cose che si hanno, per le promesse fatte da Dio che nutrono la fede. Gesù disse: “Io sono con voi ogni giorno … Io non ti lascerò e non ti abbandonerò.” (Mat. 28:20; Ebr. 13:5-6)

TERZO. In questo periodo di forzata residenza domestica e di isolamento sociale, i figli di Dio non trascurano le loro responsabilità. Nel rispetto delle autorità contribuiscono non solo al rispetto delle responsabilità civile, ma attivamente collaborano nella lotta contro il contagio. La Samaritan Purse ha installato un ospedale da campo a Cremona, la chiesa cinese a Roma distribuisce migliaia di mascherine ogni giorno. E nel proprio piccolo contesto ogni figlio di Dio si preoccupa non solo per sé stesso, ma anche per gli altri. In questo periodo si isolamento sociale, l’ospitalità cristiana continua nel ravvicinamento spirituale, non solo con la preghiera, ma anche invitando le persone con la tecnologia moderna. Una telefonata, un collegamento social, una chiamata tramite internet, le persone sono invitate e accolte.

Questo è possibile non per delle proprie buone intenzioni o peculiari attitudini caratteriali. Questo è il frutto dello Spirito che opera nei figli di Dio. Uno spirito non di paura, ma di forza, di amore, e di autocontrollo (2Tim. 1:7). Con questo spirito l’opera continua e non si esaurisce.

CP

andrà tutto bene?

fila x covidMi sono messo in fila come tanti per fare la spesa, come indicato dalle attuali restizioni in vigore per il COVID-19. Penso come stiamo facendo tutti. Una responsabilità prima di tutto civile. La fila avanzava secondo l’ordine d’ingresso, e ad un certo momento, pur mantenendo la distanza, la persona davanti a me mi invita ad indietreggiare. Cerco, per gentilezza di non riportare lo scambio di frasi che tra me e quella persona è intercorso.

Non è quel diverbio che mi interessa riportare, l’esperienza fatta è del tutto marginale, considerando che tutti gli italiani sono diventati maratoneti o ciclisti, oppure così attenti a portare i loro animali domestici a passeggio almeno cinque volte al giorno. Una riflessione in me è scaturita. Mi riferisco alle scritte di speranza “#andràtuttobene”, in relazione a quella natura umana malsana che continuamente manifestiamo.

Questa situazione generata dall’allerta COVID-19, o più familiarmente Coronavirus, è certamente senza precedenti, come dicono, da almeno il secondo dopoguerra, e per quanto io possa ricordare. Ma non è stata l’unica nella storia umana, e anche in quella più recente.  L’influenza spagnola, quella asiatica, il colera, la SARS, Ebola, e perché no, ricordiamo anche l’ultima crisi finanziaria globale.

Quello che comunque mi fa riflettere è che nel corso della crisi, di ogni crisi, sorge un grande bisogno di speranza, l’augurio che quando tutto sarà passato saremo diventate almeno delle persone migliori. I fatti purtroppo dimostrano il contrario. Finita l’emergenza, passata la crisi, l’umanità ritorna alla propria natura, risbocciano le vecchie abitudini. Quell’egoismo insito nella natura umana, l’orgoglio, la presunzione, la superbia che si riaffacciano nelle relazioni umane.

D’altronde, il Creatore da cui tutti hanno ricevuto la vita conosce la natura umana e sa perfettamente quello che c’è nel cuore della persona umana. Nel libro del profeta Geremia sta scritto:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? Io, il SIGNORE, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni”. (Ger.17:9-10)

Passata l’emergenza, le persone torneranno a mancarsi di rispetto, ad offendersi reciprocamente, a pestarsi i piedi e quant’altro. Perché questa è la natura umana, questo c’è nel cuore. Gesù lo descrisse chiaramente: “Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, furti, false testimonianza, diffamazioni.” (Mat.15:19).

Ma un modo c’è per sperare veramente che andrà tutto bene e saremo persone migliori. Il modo per uscirne persone migliori è che in questo tempo da trascorrere forzatamente a casa non sia un tempo sprecato. Sia questo un tempo per riflettere e cercare Dio, perché quando lo cerchiamo Dio si fa trovare (Ger. 29:13). Perché quando ci mettiamo davanti a Dio e scopriamo il suo amore e la sua volontà, realizziamo che possiamo diventare persone migliori e Colui che ci ha dato la vita vuole aiutarci a farlo.

Dice il SIGNORE: “io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo.” (Ger.31:33)

“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.” (Eze. 36:26)

Andrà tutto bene e saremo migliori, se in questo tempo di grande preoccupazione, paura, sofferenza, Dio verrà messo al centro della vita di ognuno. Non possiamo farcela semplicemente sperando che insieme ce la faremo. Verrà il giorno che ne saremo fuori e lentamente tutte le nostre attività ripartiranno, gradualmente ci riapproprieremo delle nostre libertà e dei nostri diritti. Ma per cambiare il cuore non possiamo farcela da soli. Abbiamo bisogno di essere aiutati a cambiare. Gesù disse:

“Io vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà” (Gio 14: 27)

Prima di ogni cosa, Gesù ci dona il perdono del nostro cuore maligno, e pace con Dio. La vera pace. Tutto il passato, tutte le ferite emotive, gli abusi, le frustrazioni che sono alla radice di quella natura distorta che manifestiamo o subiamo sono cancellate, perdonate, tutto diventa nuovo. Allora saremo veramente persone migliori e tutto andrà bene.

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2Cor. 5:17)

CP