Non spegnere la luce!

oil lampPer avere un impatto oggi nella nostra società, in mezzo alla nostra generazione, tra la gente che incontriamo, dobbiamo riflettere la luce di Cristo nelle nostre vite. Gesù è la luce del mondo; ma Lui disse anche: “voi siete la luce del mondo” (Matteo 5:14-16). Lo scopo immediato della luce è quello di illuminare e permettere di vedere. L’assenza della luce è il buio. Per brillare della luce di Cristo dobbiamo ricordare cinque fattori importanti.

  1. La luce è efficace se non è nascosta. Gesù chiaramente disse che non si accende una lampada per nasconderla (Matteo5:15). Ci nascondiamo quando pur di essere accettati dagli altri evitiamo di testimoniare la nostra fede in Cristo Gesù.
  2. La luce brilla se la lampada è pulita. Il nostro carattere, le nostre parole, le nostre azioni, il nostro stile di vita rivelano chi siamo e cosa ha valore per noi. Poiché le persone sono brave a riconoscere l’ipocrisia, dobbiamo mantenere pulite le nostre vite (Luca 11:34).
  3. La luce rivela ciò che si nasconde nel buio. Questa è l’opera di convincimento dello Spirito Santo attraverso le nostre vite. I discepoli di Cristo sono la sua lettera aperta. Il convincimento dello Spirito Santo è il primo passo per la salvezza.
  4. La luce mostra il pericolo. Il Salmista scrisse: “la tua parola è una lampada al mio piede una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105).  La parola di Dio letta e meditata regolarmente mostra quello che nella vita deve essere messo in ordine, ciò che deve essere corretto per avere una vita benedetta e felice in qualsiasi circostanza.
  5. La luce è una guida alla salvezza. Testimoniare quello che Cristo Gesù ha compiuto e continua a fare per il bene delle persone è l’aiuto più concreto che possiamo dare, è la dimostrazione di amore. La morte di Cristo sullo croce ha pagato affiché fossimo in pace con Dio e camminassimo ogni giorno con Lui, non solo perdonati per l’eternità, ma sostenuti, soccorsi, curati, guidati quotidianamente dalla sua presenza.

Un vero impatto proviene da riflesso della luce di Cristo nelle nostre vite, tra le persone intorno a noi.

 

le domande che Gesù ti chiede (seconda parte)

Rimprendiamo l’articolo sulle domande che Gesù chiede per riflettere su quegli aspetti importanti della nostra vita messi in evidenza dalla Parola di Dio.

Gesù e i discepoliPerchè hai paura? Nessuno sfugge a quei momenti in cui l’ansietà, le preoccupazioni, il pericolo, l’incertezza sopraffanno ogni altra emozione. Il timpre di non farcela. Questo capitò anche ai discepoli che trascorrevano molto tempo in compagnia di Gesù. Erano tutti insieme nella barca attraversando il lago di Galilea, e improvvisamente un vento impetuoso mise in pericolo le loro vite. Svegliarono Gesù che non sembrava accorgersene. Egli allora chiese: “Perché avete paura?” (Matteo 8:26). Se Gesù è con noi, nella barca della vita, non dovremmo temere! Gesù è con noi ogni giorno, in ogni circostanza che affrontiamo. Questa è la sua promessa per tutti quelli che hanno affidato la propria vita a LUI (Ebrei 13:5).

Perché dubiti? Gesù invitò Pietro a uscire dalla barca, mentre le acque erano agitate dal vento, e a camminare sull’acqua per andare verso di Lui (Matteo 14:28-29). Dobbiamo notare che Pietro coraggiosamente fece il primo passo e inizò a camminare sull’acqua, ma poi spaventato dal vento cominciò ad affondare. Gesù lo afferrò, e gli chiese. “Perchè hai dubitato?” (Matteo 14:31). A volte Dio ci chiede di compiere cose che ci sembrano impossibili, vorremmo farlo, ma siamo assaliti dai dubbi. Gesù ha compiuto cose così straordinarie, miracoli che hanno dimostrato la sua autorità e onnipotenza. Lui può certo farci cammirare sulle acque più turbolente, farci attraversare le tempeste più impetuose.

Ancora non capite? Quante situazioni coincidono al tempo giusto. Ma sono proprio coincidenze? Le nostre preghiere sono salite a Dio; Egli ha visto, ha udito, e conosce il nostro vero bisogno (Esodo 3:7). Il Signore fa perfettamente coincidere ogni situazione per il bene dei suoi discepoli, per soccorrerli in tempo di necessità, per rispondere alle loro richieste. Egli moltiplicò pochi pani per 5000 persone, e poi ancora per 4000 in un’altra occasione (Marco 8:19-20). Ma i discepoli sebrava che avessero dimenticato, tanto che quando Gesù parlava in senso figurativo del lievito dei Farisei, essi equivocarono pensando alla mancanza di pane. Dimostriamo di non capire quando il limite fisico ci impedisce di cogliere la realtà spirituale. Quando pensiamo ad una fortuita coincidenza, e non ci accorgiamo che Dio ha fatto muovere tutte le cose per il bene di quelli che lo amano e hanno fede in Lui (Romani 8:28)

L’amministratore gioioso

IsraelIl modo come Dio vuole benedire il suo popolo è magnifico; totalmente all’opposto del pensiero umano. D’altronde Dio stesso ha detto: “le mie vie non sono le vostre vie” (Isaia 55:8). Nelle riunioni di chiesa il messaggio della domenica in questo mese di febbraio si basa sul tema dell’amministrazione e la gestione della risorse. Un’immagine di come Dio intende questo aspetto della nostra vita è nella stessa geografia di Israele (come nella cartina a lato). Le ultime pagine della Bibbia di solito sono dedicate alle cartine dei luoghi biblici, così puoi consultarla anche nella tua Bibbia. Noterai che tra il lagi di Galilea, piccolo a Nord, e il Mar Morto, più grande a Sud, c’è una meravigliosa valle verdeggiante attraversata dal fiume Giordano. Il primo lago più piccolo riceve e dona acqua che scorre per il fiume Giordano verso il Mar Morto.

Il Mar Morto, conosciuto con la più alta salinità al mondo, appunto è morto, perchè accumula solo.  Una vivida immagine di come le persone pensano di garantirsi una sicurezza accumulando, aggiunngendo denaro a denaro, possedimenti a possedimenti, senza accorgersi che stanno in realtà morendo, come il Mar Morto. Questo accade spiritualmente anche a chi si definisce cristiano, ma segue questo velenoso piano amministrativo basato sull’egoismo.

Il programma amministrativo di Dio è come il rigoglioso lago di Galilea, che riceve e dona acqua per benedire la valle del Giordano. La provvidenza e generosità divina scorre attraverso le nostre vite e arriva agli altri. Il tempo, le risorse, il denaro, i possedimenti, le abilità, ci sono state donate da Dio, poichè tutto è suo (Salmo 24:1). Dio è colui che ti ha provveduto ciò che hai, sei affidatario e responsabile delle cose che appartengono a Dio.

L’apostolo Paolo usa l’immagine del seminatore e della semenza per far comprendere questa verità ai Corinzi. “Chi semina scarsamente mieterà scarsamente.” Il principio fondamentale è che se pensiamo di tenere per noi stessi accumulando in realtà non avremo di più, ma avremo seminato di meno e il raccolto (la benedizione futura) sarà povero. Dio provvede per mangiare e per seminare, per vivere e per donare. “Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia.” (2 Corinzi 9:10)

Essere un amministratore gioioso significa riconoscere che ogni cosa ci è provveduta da Dio, dall’auto parcheggiata sotto casa, al lavoro in cui siamo impegnati, dal computer sulla scrivania alla casa sove abitiamo. Implica essere responsabili e affidabili come amministratori per gestire quello che Dio ci ha affidato affichè sia usato per la sua gloria. E non ultimo, un amministratore gioioso non ha paura di essere generoso, poiché nel modo come seminiamo, così raccoglieremo. Lo stessto che Dio a cui ci rivolgiamo per essere aiutati nelle nostre necessità, è lo stesso Dio che provvede generosamente per farci essere donatori gioiosi.