Le domande che Gesù ti chiede (prima parte)

christ-walking-disciplesQuando pensiamo al nostro rapporto con Dio, spesso abbiamo in mente tante cose da chiedere. Da quelle esistenziali, a quelle più personali. Qual’è il senso della vita? Cosa c’è dopo la morte? Perché il male? E tante altre di questo tipo.

Dio chiese ad Adamo: “Dove sei?” E qualche tempo dopo chiese a suo figlio Caino: “Dov’è tuo fratello?” Forse non hai mai pensato che anche Gesù ha da farti delle domande, ed è motlo importante la tua risposta. Eccone alcune.

Chi dici che Io sono? La cultura occidentale si definisce radicata nel cristianesimo. Molte persone, quando interrogate si definiscono cristiane, ma si mostrano confuse quando gli viene chiesto di spiegare chi è Gesù per loro. Era così anche ai tempi di Gesù, alcuni dicevano che era un profeta, altri un bravo insegnante, altri ancora affermavano che era un guaritore. Gesù rivolse questa domanda anche ai suoi discepoli: “E voi chi dite che io sia?” (Matteo 16:15). Tu cosa rispondi a questa domanda? Chi è per te Gesù? Un aiuto a rispondere puo venire dalla risposta dei suoi discepoli: “Tu sei il Cristo il Figlio di Dio vivente (Matteo 16:16), e con le parole di Tommaso: “Dio mio, Signore mio” (Giovanni 20:28). Spero che questa sia anche la tua risposta.

Lo credi tu? Le persone hanno sempre tante cose da chiedere a Dio. Un miracolo, una guarigione, risolvere una situazione complicata. Ognuno ha la sua lista della spesa. Immagino Gesù che ascolta le nostre richieste, e tra sé si domanda: “Ma lo credi tu?” Un giorno Gesù seccò un fico in presenza dei suoi discepoli, ed essi domandarono come potesse essere possibile. Gesù replicò: “Se tu credessi, riceveresti quello che hai chiesto in preghiera.” (Matteo 21:21-22) Non dubitare, abbi fede in Dio, poiché egli può ogni cosa, niente è impossibile. Un padre chiese aiuto a Gesù per suo figlio dicendogli: “se tu poi fare qualcosa.” Gesù gli rispose: “Dici, se puoi? … ogni cosa è possibile per chi crede.” Allora il padre disse: “Io credo, vieni in aiuto alla mia incredulità.” (Marco 9: 22-24)

Vuoi guarire? Questa sembra una domanda strana. Ma un giorno Gesù si trovò a Gerusalemme e incontrò un mendicante paralitico da 38 anni. Gesù gli chiese: “Vuoi guarire?” (Giovanni 5:6) Abbiamo bisogno che questa domanda ci venga chiesta. Le persone  a volte sembrano definire la propria identità con la propria difficoltà da cui quasi non vogliono separarsi. L’implicazione di questa domanda è, vuoi veramente progredire, vuoi crescere spiritualmente? Possa la tua risposta essere: “Signore Gesù apri i miei occhi affiché possa vedere chi veramente sei. Guariscimi e liberami così che io possa seguirti e conoscerti di più.”

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Una Vibrante Fede d’Impatto

share - copyLa forte convinzione dei primi discepoli di Gesù, la loro profonda dedizione a conoscere e servire il Signore, la passione di condividere con altri la meravigliosa buona notizia di avere pace con Dio, e di essere benedetti da questa personale e genuina relazione, li ha condotti ad affrottare sfide più grandi della loro immaginazione e a conquistare vittorie che mai avrebbero pensato. La loro fede era più forte di ogni opposizione, più di ogni catena, più di qualsiasi difficoltà. Quando leggiamo delle loro vite dedicate a diffondere il Vangelo di Gesù Cristo in obbedienza al suo comandamento “Andate e fate miei discepoli tutti i popoli” (Matteo 20:19), ci domandiamo cosa alimentava la loro fede, cosa nutriva il loro amore per il Signore Gesù?

L’incontro e la conoscenza di Gesù aveva avuto un impatto stravolgente nella loro vita. Gesù era il centro della loro vita. Questo è vero per ogni persona che ha un incontro personale con Gesù Cristo, impossibile rimanere indifferenti. Il filosofo e teologo inglese C. S. Lewis affermava: “Se Gesù è vero e quello che Lui ha detto è vero è di vitale importanza.” Ogni persona ha la possibilità di conoscere chi è Gesù e sapere cosa implica per la propria vita. Un vero cristiano è per defizione una persona che ha conosciuto Gesù e ha fede in Lui, non può essere diversamente. Ogni vero cristiano ha una storia del prioprio personale incontro con Gesù e come la sua vita sia cambiata da quell’incontro. La storia della salvezza in Cristo Gesù per grazia mediante la fede e di come questo ha un impatto sulla propria vita.

Più si comprende quello che Gesù ha compiuto per noi, più è grande la nostra passione di condividere il Vangelo con altri. La buona notizia (cioè Vangelo, dal greco euangelion, eu – buono – angelion – messaggio) che tutti i nostri peccati (passati, presenti, futuri) sono stati pagati con la crocifissione, in Gesù abbiamo il perdono completo e pace con Dio. Una nuova, vera, genuina relazione con Dio e in accordo alla Sua Parola abbiamo ricevuto lo Spirito Santo che guida ogni nostro passo e ci aiuta ogni giorno.

Conoscere e scoprire sempre di più l’amore di Dio e tutto ciò che Lui è attraverso la regolare lettura della Sua rivelazione nella Bibbia renderà la fede vibrante e ci darà passione per parlare del Suo amore, della Sua grazia, della Sua misericorda, delle Sue benedizioni.

Superare i periodi di sofferenza

moloNessuno si augura la sofferenza, anzi quando capita che la nostra vita ne sia afflitta in qualche modo, speriamo che passi il più presto possibile. A volte si ha la percezione che la sofferenza non passi mai, che sia senza fine.

Qualcosa del genere accadde al popolo d’Israele, sconfitto e conquistato dall’esercito babilonese, e infine molti di quelli fatti prigionieri furono deportati a Babilonia. Immagina le loro emozioni, i loro sentimenti, le loro preghiere, le lacrime al solo ricordo delle loro case distrutte. Come loro, rivolgendomi a Dio mi sarei aspettato una risposta del tipo: “Eccomi, vi riporto subito nel vostro paese.” Invece, tramite il profeta Geremia, Dio disse. “Quando settant’anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò a effetto per voi la mia buona parola facendovi tornare in questo luogo.” (Geremia 29:10) Cosa? Si hai letto bene. Settant’anni! Dio rispose alle loro preghiere dicendo qualcosa del tipo: “mettetevi comodi, sistematevi al meglio che potete, e abbiate pazienza, perché nei miei piani ci sono settant’anni per questa situazione.” Una serie di ragioni che andavano oltre le loro richieste e che non tutti erano in gradi di collegare i punti di questa trama. Ma Dio aveva parlato e promesso dopo il settantesimo anno vi riporterò a casa vostra, la sofferenza finirà.

Ma Dio non li lasciò con una lunga prospettiva di sofferenza, subito aggiunge che nei suoi piani c’è pace (shalom) e speranza per loro. “Io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11) Spesso ricordiamo a noi stessi o ad altri questa promessa riguardo i piani benevoli di Dio verso il suo popolo, ma altrettanto frequentemente dimentichiamo di leggere il contesto in cui questa promessa viene fatta, un lungo periodo di sofferenza.

Qualunque sia il periodo di difficoltà e sofferenza in cui possiamo trovarci e che stiamo attraversando, Dio ci assicura la sua benevolenza. Le sue intenzioni non sono mai per farci del male, e sempre per il nostro benessere. Anche se resta difficile comprenderlo.

Inoltre, ci ricorda che dobbiamo continuare a cercarlo a rivolgerci a Lui per essere aiutati e soccorsi. “Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi“, dice il SIGNORE (Geremia 29: 12-14)

Quando cerchiamo Dio, vediamo Dio. Lo vediamo all’opera. Quando abbiamo fiducia in Lui, la nostra fede cresce e vediamo sempre meglio i suoi piani e la sua prospettiva. Se vogliamo vedere la sua opera nelle nostre situazioni, dobbiamo cercarlo, camminare nelle sue vie, e nutrirci della sua parola. Qui troviamo le sue promesse e i sui piani per il nostro bene e il nostro futuro.

Se ci troviamo in qualche situazione sofferente e difficile, se ci sembra che non ci sia via d’uscita o soluzione dal periodo in cui ci troviamo, è facile che cominciamo a pensare che i buoni piani di Dio non sono per noi, o perfino arriviamo a pensare che Dio, in cui abbiamo messo la nostra fiducia, ci abbia dimenticato. La verità è che Dio ci è più vicino di quello che pensiamo. Dio ci ricorda che se lo cerchiamo Lui si farà trovare e vedremo la sua opera in azione per il nostro bene. Lui ci ha donato la vita e la sostiene. Dal giorno in cui siamo nati, fino all’ultimo respiro Dio è il nostro soccorritore. Egli è più che capace di realizzare i suoi piani per il nostro bene. Cercalo, Egli si farà trovare.

Pianificare Efficacemente il Nuovo Anno

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Ogni nuovo anno appena iniziato, come quello in cui ci troviamo, alimenta le speranze, le attese, i sogni, e anche le preoccupazioni. Per qualcuno, forse, c’è un nuovo inizio nel lavoro, negli studi, nella carriera. Per altri è ancora un sogno nel cassetto. Poi ci sono anche quelli che preferiscono mantenere le cose come stanno. Che sia per una cosa, o per l’altra, tutti fanno dei piani con la speranza di poterli realizzare nel corso del’anno appena iniziato.

Il giovane Davide, che aveva ucciso il terrificante gigante Goliath, e riscosso l’ammirazione di tutto il popolo di Israele e del re Saul, al quale non troppo tempo dopo sarebbe succeduto, ricevette per bocca del profeta Nathan una magnifica promessa di Dio (2Samuele 7), parole che implicavano il suo futuro e quello della sua discendenza. Un piano per la vita. La sua risposta è un esempio utile su come pianificare effecacemente il futuro.

Davide si mise davanti all’Eterno (2Sam.7:18). Prenditi del tempo da trascorre in conversazione (preghiera) con Dio, parlagli delle tue preoccupazioni, dei tuoi progetti, degli obiettivi. Portali in preghiera a Dio e ascolta, poiché Lui risponde. Ascolta attentamente la Sua risposta attraverso la Bibbia, o per mezzo di una verità o una promessa che ti viene riscordata dallo Spirito Santo, e scrivi quello che ti viene suggerito. Questo avrà un IMPATTO sulla tua pianificazione e sullua tua vita

In questo tempo di conversazione con Dio, cogli l’occasione per confessare i pesi sul tuo cuore, loda e ringrazia il Signore. Poi chiedi di darti indicazioni, di rivelarti come mettere in pratica la sua verità per la tua vita, la famiglia, il lavoro, gli obiettivi che desideri realizzare. Mentre sei davanti a Dio leggi e medita la Sua Parola, Egli ti risponderà, e per non perderti ciò che ti ha detto, scrivilo e poi rileggilo.

Il mondo attraverso i media lancia messaggi di ogni genere, messaggi spesso confusi che disorientano. Ma Dio vuole illuminare il tuo percorso con la luce della Sua Parola. Queste conversazioni con il Signore sono cruciali per avere un vita pianificata in modo efficace, e di prosperità.

 

Le Persone che Seguono Gesù

emmausCi possono essere molte ragioni perché una persona conformi la sua vita a una filosofia, a uno stile di vivere, a una religione. Quando Gesù visse sulla terra e compì molti miracoli, aveva amici e nemici, e persone che lo seguivano. Ma seguire non implica necessariamente essere suo discepolo. Per chiarire questo aspetto si deve verificare cosa realmente vogliamo da Gesù, o quanto deve essere dedicata la nostra vita per essere suo discepolo.

Gesù dopo la miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci fece un discorso chiaro, ma difficile da accettare, poiché toccò il punto centrale delle motivazioni di chi lo seguiva. Molti che furono sfamati e assistettero a quel miracolo decisero di andarsene, e così Gesù rivolto al gruppo ristretto dei suoi discepoli domando: “Volete andarvene anche voi?” (Giovanni 6: 67)

Gesù guariva i malati, liberava gli indemoniati, ridava la vista ai ciechi e la sua fama si sparse e molte persone lo cercavano per avere risolto i loro problemi e soddisfatto i loro bisogni. Certmente non lo cercavano quelli che pensavano di poter risolvere i propri problemi da soli.

Altre persone sono affascinate dal sovrannaturale, oggi come allora, e cercano Gesù per vedere dei segni, si spostano di evento in evento, da una conferenza all’altra, per vedere se accadono dei miracoli sensazionali. Ma passato l’entusiasmo del momento dimenticano presto e dimostrano di non essere realmente interessati a conoscere Gesù.

Pietro a nome del gruppo rispose alla domanda di Gesù: “Da chi ce ne andremmo noi? Tu solo hai parole di vita eterna.” (Giovanni 6:68) Loro continuarono a seguirlo non perché avesse soddisfatto qualche loro necessità, non perchè fossero rimasti abbagliati dal sensazionalismo, ma perché credettero che Gesù è il Messia, il Cristo, il Figlio di Dio. Il loro seguire Cristo andava oltre il bisogno, oltre il miracoloso, loro volevano conoscere Gesù e camminare con Lui.

Cosa ti attira a Gesù? Sei più interessato a quello che Lui può fare per te piuttosto che camminare con Gesù? Ti è difficile seguire Gesù senza che un esperienza sensazionale sostenga il tuo cammino? I miracoli ci attirano a Lui, ma più che la risposta ai bisogni, il vero discepolo fonda il suo percorso con Gesù su una relazione genuina e profonda.